Glifosato: al via restrizioni nel nostro paese

Non si potrà più usare il glifosato nella fase pre raccolta, ma importiamo ancora prodotti da paesi che lo fanno

In Italia stanno per entrare in vigore dei limiti per l’utilizzo del glifosato, controverso erbicida, il più usato a livello internazionale. Ricordiamo che l'Italia è uno dei maggiori utilizzatori di Glifosato.

Secondo l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro si tratterebbe di un prodotto “potenzialmente cancerogeno” e una petizione europea per bandirlo ha raccolto più di due milioni di firme.
Bisogna anche ricordare che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha dato un parere discordate rispetto all’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.

Il nuovo decreto del ministero della salute vieta l’utilizzo del glifosato nella fase di pre-raccolto e in aree urbane come giardinetti, bordi-strage e lungo le ferrovie. Il divieto, di legge nel decreto, riguarda zone: “frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie”.

In Europa la discussione sul glifosato è accesa, ad esempio Francia e Malta hanno votato per metterlo al bando mentre la Germania si è astenuta. Il termine per la vendita in europa dell’erbicida è il 31 dicembre 2017, poi bisognerà decidere che fare e si attende un nuovo parere scientifico.

La scelta del ministero non soddisfa pienamente Coldiretti: “Con questa scelta - ha dichiarato il presidente Roberto Moncalvo - l'Italia si conferma all'avanguardia in Europa e nel mondo nelle politiche rivolte alla sicurezza alimentare ed ambientale ma non saremo all'altezza nella difesa dei cittadini se non verranno bloccate le importazioni dai Paesi che continuano ad utilizzare il glifosato in pre-raccolta”. Per questo l’associazione chiede che il governo regolamenti l’entrata nel nostro paese di “prodotti stranieri trattati con modalità analoghe, come il grano utilizzato per la pasta proveniente da Usa e Canada, dove viene fatto un uso intensivo dell'erbicida per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato”.

 

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