A Brescia, un convegno per ricordare i Malatesta, quattrocenteschi imprenditori agricoli

Agli inizi del XV secolo, per circa quindici anni, Brescia fu la capitale di una signoria, retta da Pandolfo Malatesta, esponente dell’antica famiglia riminese. Un convegno dal 14 al 16 aprile ricorderà la sua figura e in particolare la colta e attenta amministrazione del territorio

Agli inizi del XV secolo, per circa quindici anni, Brescia fu la capitale di una signoria, retta da Pandolfo Malatesta, esponente dell’antica famiglia riminese. Un convegno che si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, in programma dal 14 al 16 aprile, ricorderà la sua figura, e in particolare la colta e attenta amministrazione del territorio compiuta dalla famiglia Malatesta. Pandolfo Malatesta, signore a Brescia, Bergamo e Fano nel XV secolo, verrà ricordato con un convegno che si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, in programma dal 14 al 16 aprile, e che sarà aperto da Corrado Fissola (già presidente dell’Abi), presidente del Consiglio di Sorveglianza di Ubi Banca. Grandi condottieri, i Malatesta, ricordati anche come gestori dell’azienda agricola del castello di Clusane d’Iseo, nel bresciano. E nell’occasione si parlerà di un inedito registro del periodo malatestiano, dedicato a Pandolfo III, conservato nell’Archivio della Curia, compilato da Lanfranco da Tagliuno, il fattore, insieme a Lorenzo de’ Gambi. E’ il registro 74, rilegato in pergamena, con banda e affibbiatorio in pelle. Un partitario di dare e avere dove sono diligentemente annotate spese, riscossioni, prestiti concernenti la gestione del castello. Sono indicati i prodotti agricoli coltivati e che sono ancor oggi tipici della zona del lago d’Iseo e della confinante Franciacorta: “formento, mey, vino, orzo, fava, melga, castagne e marò, feno, faxoli, segal, cisergia, spelta”. Senza dimenticare i personaggi che si muovono e entrano in rapporto col fattore Lanfranco, e che svolgono i più diversi mestieri. (gian. fer.)

 

 

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