In barca a vela con la fisica

Si è conclusa a Cagliari la scorsa settimana l'edizione di “Fisica in barca”, evento dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dal Cern di Ginevra con Velisti per Caso, la nota trasmissione di Rai3. L’iniziativa ha coinvolto centinaia di scuole su tutto il territorio italiano, con tappe a Genova, Civitavecchia, Napoli

E’ proprio Patrizio Roversi ad affermare che la “barca è come un laboratorio naturale” in cui ognuno di noi può sperimentare di persona le regole e le leggi della fisica. A partire dal fatto che quando siamo in barca, siamo all’interno di un volume d’aria, sospeso sull’acqua. E’ una legge fisica che permette infatti all’imbarcazione di galleggiare, navigare di traverso o di bolina, e così via. L’esperienza su Adriatica, l’imbarcazione famosa per la fortunata trasmissione Velisti per Caso, ha così ospitato a bordo i giovani ragazzi più promettenti, soprattutto nell’aver appreso le leggi più elementari della fisica, necessarie in barca per diventare un giorno dei veri “lupi di mare”. I giovani hanno imparato che anche un GPS si basa su regole e principi fisici. Pur se in pochi immaginavano che questa tecnologia si basasse sulla teoria della relatività di Einstein. Adriatica, varata nel 2001, anno in cui ha fatto il giro del mondo, ha circumnavigato anche l’America del Sud per essere poi messa a disposizione proprio in occasione di iniziative didattiche e sociali. Questa occasione in particolare oltre a far avvicinare i ragazzi al mare ed alla vela, ha insegnato loro  qual è lo studio, la ricerca e la vita di uno scienziato, di un fisico. Un’esperienza che sempre meno studenti scelgono di fare, ma che sa essere entusiasmante ed appagante, spesso al servizio dell’ambiente, del paesaggio marino e del territorio. (Vincenzo Nizza)

 

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