Dopo l’auto, si condivide il trattore

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La nuova condivisione contro costi e inquinamento? E’ quella del trattore. E non solo…

 

Non solo l’auto, per dimezzare i costi e l’inquinamento ora si condivide anche il trattore. E non solo. Gli agricoltori, per dimezzare i prezzi di produzione, hanno preso l’abitudine di condividere anche i lavoratori, facendo assunzioni congiunte. Questi particolari tipi di contratto si chiamano contratti di rete e si realizzano stipulando un particolare accordo tra aziende, che permette di preservare l’autonomia imprenditoriale e al contempo accrescere la capacità innovativa e la singola competitività.

E in particolare, sono tre i settori agricoli dove le forze si condividono: la zootecnia, la risicoltura e l’agriturismo. Grazie alla condivisione dei trattori e dei lavoratori, è possibile abbattere i costi aziendali fino al 20%, grazie alla possibilità di costituire delle vere e proprie centrali di acquisto.

Realizzare una rete di condivisione non è difficile: non c’è un numero minimo di imprese e tanto meno limiti di natura territoriale o merceologica, per cui alla medesima rete possono partecipare aziende di settori diversi; libera anche la durata del contratto. Unica condizione essenziale per farne parte è l’obbligo per tutti i partecipanti di essere iscritti al Registro delle Imprese. E a stabilire le regole per dare vita ad una rete sono gli imprenditori stessi.

gc

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