Sprechi d’Italia: gli aerei blu

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Gli aerei blu rappresentano uno degli sprechi dello Stato italiano: la flotta e’ assolutamente sproporzionata rispetto alle reali esigenze

 

 

Di Antonio Galdo

Aerei blu, ancora sprechi. La manutenzione della flotta di Stato, assolutamente sproporzionata rispetto a alle reali esigenze del governo, è costata lo scorso anno 22 milioni di euro, nonostante che con il governo Monti siano diminuiti le ore di volo di premier e ministri. Siamo passati dalle 4.070 ore di volo nel 2011 alle 2.885 ore del 2012, con un taglio del 30 per cento. Ma il punto critico resta quello della manutenzione. A disposizione del governo, infatti, restano tre Airbus 319 da 50 posti (ma dove bisogna andare in tanti?), cinque Falcon 900 (che da soli ingoiano 14 milioni di spese di manutenzione) e 2 nuovissimi elicotteri Aw 139.

Tra i ministri del governo uscenti, quelli che hanno fatto più ricorso ai voli di Stato sono stati Terzi e Passera, mentre è stata esemplare il ministro degli Interni, Cancellieri: mai un volo. Eppure in questo periodo ha girato l’Italia per servizio. Da questo spreco di soldi pubblici si esce in un solo modo: riducendo la flotta degli aerei blu, vendendone alcuni all’asta. E volando, come fanno i ministri di tutta Europa, con gli aerei di linea.

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