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Non denigrate i pellet!

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Una nuova scoperta rende più sicura la conservazione dei pellet di legno

Capita molto spesso che i vantaggi provenienti dalle fonti bio per i sistemi che producono calore ed energia siano messi in discussione, ma per quanto riguarda i pellet di legno è appena arrivata una nuova scoperta che contribuisce a renderli ancora migliori e quindi più inattaccabili.

La statunitense Clarkson University ha trovato un metodo per impedire che il monossido di carbonio (CO) che si accumula nei pellet di legno conservati si rilasci nell’atmosfera. E quindi i pellet possono essere utilizzati come combustibile per i sistemi combinati di calore ed energia.

La ricerca è stata finanziata dalla Renewable Heat NY, un’iniziativa amministrata dalla New York State Energy and Research Development Authority (NYSERDA).

A quanto raccontato dalla NYSERDA, la Clarkson University ha scoperto in che modo la CO veniva prodotta dai pellet e una squadra guidata dal prof. Philip Hopke ha individuato un metodo che impedisse che durante la lavorazione dei pellet fosse prodotto il monossido di carbonio.

«Siamo molto contenti di essere stati in grado di identificare il percorso chimico che porta alla formazione del monossido di carbonio e delle relative aldeidi», ha detto Hopke. «È gratificante trovare un processo semplice e relativamente economico che risolve un problema ed è facile da implementare e speriamo che tutte le fabbriche di pellet adottino rapidamente questa tecnologia, in modo che non dobbiamo mai più preoccuparci del rilascio di gas nocivi dai pellet di legno».

La NYSERDA ha annunciato che la Clarkson University ha un brevetto in attesa per questo nuovo processo. Di certo si tratta di una scoperta molto interessante per il mercato dei biocombustibili.

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biomasse, combustibile, legno, pellet, Riscadamento

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