Il Papa e le intelligenze artificiali

Il Pontefice ha detto agli scienziati la sua sui progressi della tecnologia e su cosa ritiene pericoloso

Durante una conferenza che si è tenuta in Vaticano, Papa Francesco ha parlato con un gruppo di dirigenti della Silicon Valley di quello che pensa delle intelligenze artificiali: il suo punto di vista è che questo tipo di tecnologia potrebbe avere conseguenze devastanti per l'umanità, soprattutto se dovesse finire in mani sbagliate.

Il Pontefice ci ha tenuto a tenere questa discussione con le personalità che si trovano alla direzione di Facebook, LinkedIn, Mozilla, con premi Nobel, amministratori, imprenditori e studiosi, perché sostiene che gli sviluppi che stanno avvenendo nel campo della tecnologia hanno implicazioni sempre più significative in tutti i settori dell'attività umana. La sua preoccupazione, però, si è concentrata in particolar modo sulle intelligenze artificiali. «Se il cosiddetto progresso tecnologico dell'umanità dovesse diventare un nemico del bene comune, ciò porterebbe a una sfortunata regressione, a una forma di barbarie dettata dalla legge del più forte», ha detto.

La conferenza ha anche affrontato gli attacchi di marzo 2019 a Christchurch, in Nuova Zelanda, e il modo in cui le piattaforme di social media hanno contribuito a diffondere filmati che non si sono riusciti a fermare, anche mesi dopo l'accaduto.
Non è la prima volta che il Papa incontra personaggi importanti della tecnologia per discutere dell'etica dietro le intelligenze artificiali perché sostiene, come ha affermato anche stavolta, secondo Reuters, che la tecnologia ha bisogno di «principi morali sia teorici che pratici» per difenderci, tra le altre cose, dalle fake news, che potrebbero avvelenare i dibattiti e manipolare le opinioni delle persone per esempio.

 

 

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