La scoperta della Hoodwinker Sunfish, il pesce luna imprendibile

Il Mola Tecta (o Hoodwinker Sunfish) aveva scampato per secoli l'incontro con gli uomini, ma alla fine è stato trovato

Si chiama Hoodwinker Sunfish la nuova specie che è stata rivelata da un team di esperti dell'australiana Murdoch University: si tratta di un pesce luna gigante, che era riuscito a scappare per secoli, fino a che non ha incontrato Marianne Nyegaard, una dottoranda presso la School of Veterinary and Life Sciences della Murdoch University.

Erano quattro anni che Nyegaard cercava il pesce che, come altre specie di questo tipo di pesci luna, può arrivare a pesare più di due tonnellate e crescere oltre i 3 metri di lunghezza. La ricerca è iniziata dopo che ha notato differenze genetiche nei campioni di pesce luna pescati dai pescherecci australiani e neozelandesi. Inoltre, come ha raccontato, un gruppo di ricerca giapponese aveva trovato una prova genetica di una specie di pesce luna non nota nelle acque australiane 10 anni fa – specie che ha continuato a sfuggire alla comunità scientifica e che non si sapeva cosa fosse.

Trovare questi pesci e conservarne degli esemplari per gli studi è un incubo sia a causa della loro naturale inafferrabilità, sia delle dimensioni enormi: Nyegaard sapeva a cosa stava andando incontro quando ha cominciato. 

La ricercatrice ha raccolto dati da 27 campioni della nuova specie durante un periodo di tre anni, a volte percorrendo migliaia di chilometri e, alla fine, ce l'ha fatta.

L'Hoodwinker Sunfish è riuscito a sfuggire alla scoperta per quasi tre secoli, per questo è stato chiamato Mola Tecta, perché viene dal latino tectus, che significa coperto, nascosto. Infatti, per confermare quella che è la prima aggiunta al genere Mola in 130 anni, gli esperti hanno dovuto consultare pubblicazioni risalenti al 1500.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista «Zoological Journal of the Linnean Society». Oltre alla Murdoch University, hanno partecipato allo studio anche: il museo neozelandese Te Papa Tongarewa, la University of Otago, la Hiroshima University e la University of Tokyo (http://www.u-tokyo.ac.jp/en/).

 

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