ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Sinner-Machac: orario, precedenti e dove vederla in tv-Iran, Trump cerca accordo ma pronto a sostenere attacco Israele: lo scenario-Milano Cortina, le gare di oggi: dallo sci allo short track con Fontana, orari e dove vedere gli azzurri-Usa, rapita madre conduttrice Nbc: trovato guanto del rapitore, attesa per Dna-Trump chiede il disarmo di Hamas: "Rispetti gli impegni". Dal Board of Peace 5 miliardi per Gaza-Sabotaggi ai treni Alta Velocità, Piantedosi convoca per oggi il comitato sicurezza con Fs-Gatto Larry compie 15 anni di servizio, è Chief Mouser a Downing Street-Caso Bastoni, Bergomi: "Ragazzo sensibile, non bisogna colpevolizzarlo. Chieda scusa"-Dieta amica del cuore, la qualità del cibo conta più della quantità: lo studio-Orban accusa arbitro di razzismo dopo espulsione? Prima il tweet, poi Verona smentisce-E' morto Federico Frusciante, aveva 52 anni-Wesley corre, Rrahmani lo stende: calcio di rigore giusto in Napoli-Roma?-Ambra Angiolini, che San Valentino! Il video selfie che nasconde il dettaglio-Milano Cortina, caduta spaventosa per Lajunen nel big air. Come sta l'atleta finlandese -Video-Bologna stende il Torino, granata battuti 2-1-Il 'caso Bastoni' in Parlamento, la politica si schiera dopo espulsione Kalulu in Inter-Juve-Obama: "Gli alieni esistono, ma non sono nell'Area 51"-Serie A, oggi Napoli-Roma - Diretta-La Russa e Inter-Juve: "Bastoni non ha simulato, rubare a chi ruba non è grave..."-Viminale deve risarcire migrante espulso 2 volte e condannato da 23 sentenze

I pesci si stanno evolvendo per resistere alle acque tossiche

Condividi questo articolo:

I Killifish stanno dimostrando di poter sopportare livelli di inquinamento quotidiano 8000 volte superiori al limite letale, grazie al fatto che sono mutati geneticamente

Il fiume Elizabeth, che si trova in Virginia, è noto per avere tra le acque maggiormente tossiche di tutti gli Stati Uniti. Un tempo sito di un impianto per il trattamento del legno e di una discarica marina, il fiume era già ricco di inquinanti industriali prima di essere posto sotto il programma Environmental Protection Agency (EPA) Superfund.

Qualsiasi creatura avesse voluto vivere in quelle acque, è indubbio che non avrebbe potuto: per questo è stato così sorprendente scoprire che i killifish non solo ce l’avevano fatta, ma nel tempo avevano anche prosperato.

Data l’incredibile tossicità delle acque, questa scoperta significa che i pesci hanno resistito a livelli estremamente elevati di inquinamento quotidiano, praticamente 8000 volte superiori al limite letale.

Come hanno fatto?
Gli scienziati ritengono che i killifish si sono evoluti con mutazioni genetiche che gli hanno permesso di aumentare la loro tolleranza alle acque contaminate. Con il sequenziamento e confrontando i genomi delle specie mutanti contro quelli dei killifish «normali», gli studiosi hanno scoperto che c’era una mutazione comune tra quelli che provenivano dalle acque inquinate, una mutazione molto rara in quelli trovati nelle zone non inquinate, ovvero una disattivazione del percorso molecolare che causava il danno cellulare a partire dalle sostanze chimiche presenti nell’acqua.

Questo ha dimostrato anche un fatto preoccupante, ovvero che l’impatto dell’umanità sull’ambiente è così grave da portare le specie ad evolvere per adattarsi al nuovo ambiente, ma non tutte le specie hanno questa capacità che è toccata al killifish, quindi ora gli scienziati lavoreranno su questi dati per capire innanzitutto se questa mutazione provocherà problemi in futuro a questi pesci, ma anche quali specie sono più pronte a sopravvivere ai cambiamenti ambientali inevitabili che stanno arrivando e come gli inquinanti chimici possono influenzare gli esseri umani e gli animali.

Questo articolo è stato letto 55 volte.

inquinamento, Killifish, pesce

Comments (6)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net