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Ecco le piante che si mangiano l’inquinamento

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I ricercatori olandesi fanno crescere piante affamate di CO2 per mangiare l’inquinamento

Nelle città, il problema dell’inquinamento atmosferico è sempre molto presente e le piante possono essere una soluzione incredibilmente utile. Per questo non è una follia puntare a un tipo di super pianta che possa essere particolarmente brava nell’eliminazione di questo problema, pronta a succhiare via l’inquinamento con performance particolarmente efficienti. 

È già noto che alcuni tipi di edera ed erba sono capaci di ridurre le particelle inquinanti e il biossido di azoto di circa il 60% e il 40% rispettivamente, ma esiste un certo tipo di pianta di caprifoglio che può essere in grado di operare riduzioni più grandi. I ricercatori dell‘AMS Institute, del MyEarth e del Wageningen UR si stanno occupando di un tipo di caprifoglio che viene appositamente cresciuto per essere affamato di anidride carbonica.

Il nome con cui si fa riferimento a questa super pianta è Green Junkie.

La società olandese MyEarth – finanziata dall’AMS Institute e collaborando con il Wageningen UR – ha estratto un particolare concime organico dai rifiuti vegetali di Amsterdam che gli ha permesso di modificare un gene nella Green Junkie che ha fatto aumentare i suoi «peli» col fine di acchiappare molte più sostanze inquinanti. Ora sono iniziati i test per provare la Green Junkie nelle strade di Amsterdam.

Nel tempo, la città ha già messo in atto diversi provvedimenti per combattere l’inquinamento dei veicoli – una flotta di autobus a energia eolica e solare, la non ammissione di auto a gas ad alto consumo, eccetera – ma i ricercatori hanno spiegato che i benefici di questi provvedimenti si vedranno solo a lungo termine, mentre le piante possono aiutare a mantenere l’aria della città più pulita molto prima.

Ed è esattamente questo quello che i test sulla Green Junkie mirano a dimostrare.

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inquinamento, piante, smog, sostenibilità

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