Per non subire i mali da scrivania, bisogna «regolarsi»

Un nuovo studio conferma che le scrivanie regolabili ci rendono più felici e più produttivi e fanno bene alla nostra salute

Elizabeth Garland della Icahn School of Medicine at Mount Sinai, insieme al Center for Active Design e alla Perkins + Will, ha esaminato nuovamente il problema dello stare troppo seduti e ha scoperto che, in realtà, ci sono delle caratteristiche, nel modo in cui lo si sta alla scrivania, che fanno davvero la differenza.

Lo studio è stato un'analisi sul campo ed è stato svolto negli uffici di Atlanta della Perkins + Will nel corso di un anno. I dipendenti di un piano hanno ricevuto postazioni di lavoro regolabili, mentre agli altri piani sono rimasti seduti fermi alle loro scrivanie immobili. Nel corso di questo tempo sono stati utilizzati questionari e micro-sondaggi per misurare le reazioni alle due diverse condizioni.

Ne è risultato che: l'88% dei partecipanti che hanno ricevuto le scrivanie regolabili le ha definite convenienti da usare, il 65% ha segnalato un aumento della produttività e un altro 65% ha riferito un impatto positivo sulla propria salute, anche al di fuori del luogo di lavoro. Insomma, ne è risultata una maggiore capacità di concentrazione e una raccomandazione all'uso di queste scrivanie.

La cosa molto interessante venuta fuori dallo studio è che la possibilità di avere una scrivania regolabile ci fa comunque stare più tempo seduti di quanto non stiamo in piedi (si è riscontrato solo un 15% di riduzione del tempo in cui si sta seduti) e che, quindi, è la possibilità di muoversi in sé a dare benefici, positività e soddisfazione.
Se non siamo costretti ad essere immobili davanti a una scrivania ma siamo liberi di scegliere in che posizione lavorare vuol dire che possiamo essere flessibili, di una flessibilità che tende a far rima con felicità, concentrazione e produttività.

 

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