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Cosa comporta per noi l’uso degli oggetti in plastica?

Un nuovo studio dice che le donne che usano meno plastica hanno meno sostanze chimiche all’interno del proprio corpo

Di solito, la plastica è considerata un problema a causa dei rifiuti non riciclabili che crea, ma deve anche essere considerata un rischio significativo per la salute. Molte materie plastiche, infatti, contengono sostanze chimiche che mimano gli estrogeni, inviando al corpo messaggi sbagliati: queste sostanze possono entrare nel corpo di una persona attraverso le confezioni degli alimenti e altri oggetti in plastica e ci sono prove importanti che le collegano al cancro al seno.

Recentemente, uno studio pilota minuscolo ma interessante che si chiama ReThink Plastic, ha rilevato che l’adozione di misure per ridurre al minimo l’esposizione alla plastica può ridurre il numero di queste sostanze chimiche presenti nel flusso sanguigno di una donna entro un arco di tempo piuttosto breve.

Lo studio è stato diviso in due parti: in primo luogo, un numero totale di 93 partecipanti sono stati istruiti sugli effetti della plastica e hanno diffuso questo messaggio anche ad altri e, in secondo luogo, un sottogruppo di 20 partecipanti hanno accordato di farsi fare prelievi di sangue prima e dopo il periodo di studio per mostrare se l’aver imparato alcune cose si rifletteva sul loro stile di vita.

Lo studio, che è durato un mese, ha chiesto ai partecipanti di evitare l’uso di oggetti plastica nel microonde e nel frigo, di usare bottiglie e contenitori in vetro, di non mangiare cibi in scatola, di ridurre il cibo a portar via e anche di non maneggiare gli scontrini. Delle 19 donne che l’hanno fatto, 13 hanno mostrato una riduzione dell’attività estrogenica (68%) e anche se i ricercatori non sono stati in grado di collegare questa diminuzione a nessun particolare cambiamento nel comportamento, hanno rilevato che le sei persone che non hanno sperimentato alcuna riduzione dell’attività estrogenica erano tutte sovrappeso.

Per il team ReThink Plastic, questo è solo l’inizio. Hanno richiesto una sovvenzione di 3 anni per poter condurre uno studio molto più ampio e completo. Nel frattempo, lo studio pilota è un buon promemoria per tutti noi sul fatto che ridurre l’uso della plastica è tanto utile per salvare l’ambiente quanto per preservare la nostra salute.

contaminazione, donne, plastica, salute

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