Cannabis per dormire

Nei posti dove è legale, le persone sostituiscono le medicine per dormire con la marijuana, lo dice uno studio

La notizia è che in molti, data la legalità della cannabis nel loro paese, la scelgono al posto di oppioidi da prescrizione, medicinali da banco e altri aiuti per riuscire a dormire.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Psychoactive Drugs, un sondaggio fatto su 1.000 persone che usano la marijuana in Colorado (dove è legale) ha rilevato che il 65% ha affermato di utilizzare la cannabis come terapia per il dolore e il 74% ha riferito di usarla per favorire il sonno.
Tra gli intervistati che assumono cannabis per il dolore, l'80% ha riferito che è stato molto o estremamente utile, e la maggior parte di coloro che assumono farmaci da banco (82%) o analgesici oppioidi (88%) per dormire ha riferito di ridurre o interrompere l'uso di tali farmaci in seguito al subentro della cannabis.

I ricercatori hanno spiegato che la cannabis rispetto ad altre droghe è più sicura: di certo gli utilizzatori di marijuana non corrono il rischio dell'arresto respiratorio che gli oppioidi possono causare, così come non corrono il rischio di diventarne dipendenti, come succede con alcuni farmaci per il sonno. Ovviamente, questo non vuol dire che la cannabis non comporti rischi, ma di certo che questa sostanza vale almeno la pena di una valutazione, visto che non presenta gli effetti collaterali molto seri di altri farmaci per il dolore o per il sonno.
Altri ricercatori non sono d'accordo con tali tesi e, infatti, contro questi dati provenienti dal Colorado che suggeriscono che legalizzare l'erba contribuirà a frenare l'epidemia di oppioidi si è messo uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences che sostiene non ci sia alcuna associazione tra le leggi sulla marijuana medica e i tassi di morte per overdose da oppioidi. In effetti, il tasso di mortalità per overdose è aumentato di circa il 23% tra il 1999 e il 2017 negli stati che hanno legalizzato la marijuana per uso medico – con una precisazione sul fatto che si tratta solo di un'associazione tra le due condizioni, hanno sottolineato i ricercatori.

Una cosa è certa: abbiamo bisogno di altri studi per capire meglio come porci su questo argomento, speriamo che vengano fatti.

 

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