Alcol e sindrome premestruale

Bere troppo può portare le donne a incorrere nei sintomi della PMS

Secondo un nuovo studio, pubblicato sulla rivista «BMJ Open», esiste un legame tra l'abuso di alcol e la maniera in cui il corpo delle donne si comporta nei giorni immediatamente precedenti al ciclo mestruale: è stato stimato, infatti, che ben l'11% dei casi di sindrome premestruale (PMS) di tutto il mondo potrebbe essere associato all'assunzione di alcol, una percentuale che sale al 21% quando si parla delle donne americane e europee, i cui tassi di consumo sono particolarmente alti.

I ricercatori del team guidato da Bahi Takkouche, dell'Università di Santiago de Compostela, in Spagna, si sono basati su dati raccolti tra la popolazione, analizzando 19 studi precedenti sulla questione – studi che hanno incluso informazioni provenienti da oltre 47.000 donne in otto paesi.
Anche se lo studio non può dimostrare una causa-effetto, è certo che, per le donne che soffrono di questi sintomi, diminuire la dose di alcol che si assume non può di certo far male – la riduzione o eliminazione diventa una misura preventiva che potrebbe dare dei frutti molti positivi.

Come spiegano gli autori, la gravità della PMS varia da donna a donna e può includere sbalzi d'umore, seni sensibili, voglie alimentari, affaticamento, irritabilità e depressione. Nel complesso, i ricercatori stimano che, in media, una donna rischia di sperimentare 3.000 giorni di sintomi disabilitanti durante i suoi anni riproduttivi.

L'idea di cercare il rapporto tra alcol e PMS viene sicuramente dal fatto che circa il 30% delle donne in tutto il mondo beve alcolici – con circa il 6% di bevitrici forti –, raddoppiate dalle donne in Europa e negli Stati Uniti, i cui tassi alcolici sono elevati a circa il 50-60% – con percentuali di alcolismo oltre il 12%.

Insomma: circa un caso su 10 di PMS nel mondo potrebbe essere legato al bere, che diventa uno su 5 in Europa e USA. Pensiamoci.

 

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