Occhio bionico

Grazie a una telecamera collegata a un impianto neurale, un uomo torna a vedere dopo che un incidente lo aveva accecato

Ci sono voluti mesi prima che Jason Esterhuizen, fornito di un occhio bionico tornasse a vedere.

Un incidente d'auto gli aveva fatto perdere la vista e, dopo l'intervento che ha collegato una telecamera a un suo impianto neurale è dovuto passare del tempo prima che tornasse a vedere. Ma è successo.

Esterhuizen è una delle sei persone al mondo ad usufruire di Orion, un dispositivo sperimentale che cattura un video, lo converte in attività elettrica e stimola il modello nei centri di elaborazione visiva del cervello, secondo OneZero.

Quello che l'uomo ha raccontato è che grazie a Orion è riuscito a vedere le candeline sulla sua torta di compleanno e a individuare il traffico fuori da casa sua per la prima volta in sette anni.

Orion è l'ultima creazione della startup biotecnologica Second Sight che lavora da tempo al progetto degli occhi bionici e che, con questo prodotto, risolve un problema chiave che aveva con i precedenti modelli, ovvero il fatto che quasi nessuno poteva usarli. Succedeva perché gli elettrodi di queste protesi visive si trovavano in genere nella parte posteriore della cavità oculare, il che significava che funzionavano solo se alcune delle cellule dell'occhio biologico erano ancora vive.

Con Orion però il problema è stato superato, visto che Second Sight lo ha collegato direttamente al cervello, tanto che «non è nemmeno necessario avere gli occhi per far funzionare il dispositivo», ha detto a OneZero Nader Pouratian, il neurochirurgo di Los Angeles che ha impiantato Orion su Esterhuizen.

Ovviamente, scegliere di farsi impiantare questo dispositivo significa sottoporsi a un intervento chirurgico al cervello e affrontare tutti i rischi che la procedura introduce e poi sapere che il sistema non aiuta a diventare indipendenti, ma solo a stare un po' meglio.

Esterhuizen ha detto a OneZero che per lui ne è valsa la pena e che è contento dei risultati che sta vedendo.

 

 

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