A livello quantico, tutto è relativo

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Una nuova ricerca di meccanica quantistica sostiene che quello che finora abbiamo creduto reale potrebbe essere soggettivo

In un nuovo articolo pubblicato sulla rivista «Science Advances», un team internazionale di fisici quantistici sostiene che, grazie alle insolite regole della meccanica quantistica, i fatti stessi potrebbero dipendere da chi li sta guardando. In altre parole, la realtà potrebbe essere distorta dall’osservazione e quindi tutto potrebbe essere soggettivo.

A livello quantico, si è capito da tempo che le particelle possono trovarsi contemporaneamente in più stati. Ciò cambia una volta che quelle particelle vengono osservate, rompendo la cosiddetta «sovrapposizione» – un principio di flessione mentale famoso, descritto dall’esperimento del gatto di Schrödinger che può essere contemporaneamente sia vivo che morto mentre si trova ancora dentro la scatola: fino a che non si apre la scatola gli eventi sono probabilisticamente entrambi possibili, quindi sono sovrapposti.

Per quanto riguarda questa ricerca, un team internazionale ha fatto un test sperimentale presso la Heriot-Watt University di Edimburgo, costruendo un computer quantico su piccola scala per dimostrare scientificamente che le misurazioni nella meccanica quantistica sono in realtà soggettive per un particolare osservatore.

Dopo settimane di calcoli sulla polarizzazione di tre coppie di fotoni, i ricercatori hanno trovato qualcosa di strano: gli stati non coincidevano. Gli osservatori di fotoni interni ed esterni non potevano concordare sull’esito o sullo stato di polarizzazione di ciascun fotone all’interno della scatola.

«Alla fine, siamo riusciti a mostrare che la meccanica quantistica potrebbe essere incompatibile con l’assunzione di fatti oggettivi», hanno scritto su The conversation i due fisici quantistici Alessandro Fedrizzi e Massimiliano Proietti, che lavorano presso la Heriot-Watt University.

Un esperimento molto affascinante che sembra far sorgere più domande di quelle a cui è in grado di rispondere: domande, come scrivono i due fisici «profondamente filosofiche sulla natura fondamentale della realtà».

 

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