Meditazione a scuola: bambini piu’ sereni

L’istituto comprensivo De Amicis, a Tremestieri Etneo (CT) è l’unica scuola in Italia dove si pratica la meditazione. La prof: Più rilassati e concentrati e a scuola tutti stiamo meglio

 

Potete immaginare una classe di 30 ragazzi di scuola media fermi e in silenzio, intenti a meditare? Sembra impossibile eppure ci sono scuole in cui questa immagine si ripete ogni giorno. Si tratta delle scuole che aderiscono alla Fondazione  Scuola senza stress”, nata su iniziativa del regista David Lynch con l’obiettivo di promuovere la meditazione trascendentale negli istituti scolastici.

L’unico istituto italiano che ha adottato il metodo è il comprensivo De Amicis, che si trova a Tremestieri Etneo in provincia di Catania. Tutto è nato dalla passione e dalla determinazione della professoressa Giovanna Finocchiaro che pratica meditazione da più di 20 anni e intende la scuola non come luogo di giudizio e voti, ma come ambiente capace di aiutare i ragazzi a crescere in modo equilibrato.

La professoressa ci racconta l’esperienza.

Abbiamo cominciato con un piccolo gruppo. Quando lo abbiamo proposto ai ragazzi loro non sapevano di cosa si parlasse, pensavano solo alla pubblicità dello yogurt in cui si vedeva una ragazza in posizione di meditazione. Erano un po’ perplessi, ma quando abbiamo chiesto loro se sentivano lo stress e se avevano difficoltà a concentrarsi, hanno detto di sì. E per curiosità hanno accettato.

E i genitori?

Anche i genitori hanno accettato perché si sono fidati della scuola.

E quindi avete cominciato.

Abbiamo fatto i primi incontri con la guida dell’associazione Paese globale della pace Abbiamo cominciato con una classe di prima media di 30 ragazzi.

E i risultati?

La meditazione agisce sul comportamento. I ragazzi sono più rilassati e più concentrati nello studio, apprendono con più facilità. Il loro stress è diverso da quello degli adulti che è molto più stratificato, perciò loro riescono ad ottenere grandi benefici dalla meditazione raggiungendo anche 10 minuti di trascendenza. Perché sono più puliti degli adulti il cui organismo è intossicato dallo stress. La meditazione è stata fatta anche da ragazzi con disagi caratteriali e anche in questo caso tutti gli insegnanti hanno riscontrato benefici. E’ chiaro che se uno è monello rimane monello. Ma migliorano.

Voi siete l’unica scuola in Italia a seguire questa pratica. E’ stato difficile?

Sì, abbiamo dovuto affrontare anche il problema delle risorse economiche. Trovando, grazie a David Lynch e alla sua fondazione, uno sponsor famoso, che vuole rimanere anonimo ma che ci ha dato 30mila euro. Quest’anno il progetto si è interrotto, nel senso che le prime non hanno iniziato perché è arrivata una nuova preside. Ma spero che il prossimo anno riprenderà.

Vi servono risorse.

Più che altro vorremmo che il ministero della Pubblica istruzione dia l’assenso alla pratica e la sostenga, anche senza soldi. Poi per quelli la scuola si attrezza con sottoscrizioni, sponsor ecc…

Il prossimo anno andrà in pensione. E’ soddisfatta di ciò che ha fatto per i suoi ragazzi?

 

Moltissimo. Non tutti capiscono, ma non importa. Il beneficio non è solo per chi medita ma di tutti. Nel nostro caso hanno partecipato alla meditazione 200 ragazzi, ma ne ha goduto tutta la scuola perché gli effetti si moltiplicano, perché chi medita è più disposto ad ascoltare l’altro, più sereno nell’approccio. E quindi tutti si sentono più calmi. Del resto, lo scopo della meditazione è diffondere in tal modo la pace e la serenità. 

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