Rischio tumore dipende anche da dove vivi, lo spiega una ricerca americana

In alcune zone il tasso di mortalità è 20 volte superiore rispetto ad altre

Il luogo in cui viviamo ha una grande influenza sulla possibilità di ammalarci di cancro. Lo conferma una ricerca americana condotta dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) che ha disegnato una mappa del cancro negli Stati Uniti. Il tasso di mortalità varia molto da zona a zona. "Queste significative disparità tra contee degli Stati Uniti sono inaccettabili", sottolinea Ali Mokdad, autore principale dello studio e professore dell'Ihme, università di Washington (Seattle). Disparità che guidano la probabilità di morire per 29 tipi di cancro in più di 3.100 contee.

Facciamo un esempio: il cancro ai polmoni, il più diffuso. In alcune parti degli USA si registrano tassi di mortalità superiori di venti volte rispetto ad altre. Nella Union County, in Florida si parla di 231 morti per 100 mila residenti; in Summit County, Colorado, di 11 morti ogni 100 mila persone.

E' "inaccettabile", ribadisce Mokdad, perché "ogni persona dovrebbe avere accesso agli screening precoci per il cancro, così come a un trattamento adeguato".

Laura Dwyer-Lindgren, una co-autrice dello studio, spiega: “Che cosa stia portando il cancro a essere molto più fatale in una parte del Paese più che in un'altra richiede ulteriori indagini"

"E' essenziale che i funzionari della sanità statali e locali, così come altri decisori in materia di politica sanitaria, prendano atto di queste evidenze e agiscano per salvare più vite nelle loro comunità", sottolinea il direttore di Ihme, Christopher Murray.

Le spiegazioni possibili per i picchi di mortalità per cancro rilevati in particolari aree sono un mix tra i fattori di rischio noti (fumo, alimentazione e obesità), e programmi di prevenzione scarsi. Inoltre, può essere letale anche la mancanza di una diagnosi precoce per alcuni tipi di cancro e l'assenza di un trattamento specializzato.

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