Oceani bollenti: sono loro la conferma del global-warming

Per capire a fondo il global-warming dobbiamo guardare agli oceani e i dati non sono incoraggianti

Ricordate la Legge di Murphy? 'Se qualcosa può andar male, lo farà'; per quanto riguarda il surriscaldamento degli oceani ci sembra di essere già oltre la Legge di Murphy. Le cose non vanno male, vanno peggio di come gli scienziati si aspettassero.

Negare il global-warming è sempre più difficile, ormai se ne stanno accorgendo tutti.

Con 'surriscaldamento' dovremmo intendere tutto l'ammontare di calore contenuto nel nostro ecosistema e non solo la temperatura dell'aria che misuriamo dove viviamo.

Proviamo  quindi a chiedere agli oceani come è la situazione. Il calore che immagazzinano rappresenta il 90% del surriscaldamento globale. I dati mostrano un incremento enorme (vediamo la tabella). Possiamo affermare che la Terra ha avuto più calore quest'anno (inteso come energia termica) che in ogni altro anno registrato.

Osservare gli oceani, come ha fatto l'agenzia americana Natonal Oceanic and Atmospheric Adminidtration, ci dà quindi un punto di vista privilegiato sul calore presente nel nostro ecosistema e sulla sua reale crescita..

E ricordiamoci che le piante sono essenziali contro il surriscaldamento globale: assorbono più Co2 del previsto

a.po

 

 

 

 

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