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La città che annega

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Isle de Jean Charles sta sprofondando nel Golfo del Messico e la colpa è di certo dei cambiamenti climatici

Nel sud-est delle paludi della Louisiana (i famosi bayou del Delta del Mississipi) c’è una piccola isola che sta sparendo, man mano che le acque del Golfo del Messico si innalzano. Oramai sono rimaste solo 29 case a Isle de Jean Charles (Louisiana), per un totale di 100 persone, tutte ben consapevoli del fatto che anche loro se ne dovranno andare visto che il processo di erosione costiera a causa delle inondazioni è inarrestabile. 

L’isola, dal 1955, ha perso il 98% del suo territorio, diventando una delle vittime più colpite e più evidenti del cambiamento climatico – almeno finora. I residenti sanno che l’unica alternativa ad andarsene è rimanere e morire, quindi non hanno dubbi in merito: in questo momento, l’isola si è ridotta a una striscia di terra e loro non vedono l’ora di andarsene.

Tutti i residenti di luoghi come Isle de Jean Charles possono competere per la possibilità di spostarsi in un altro luogo grazie alla National Disaster Resilience Competition (NDRC), un programma organizzato dal governo federale che ha l’obiettivo di aiutare gli stati e le comunità a rialzarsi dopo i disastri naturali e a ridurre i rischi di catastrofi future. Tuttavia, le minacce incombenti del cambiamento climatico sono in crescita e colpiscono sempre più comunità: solo la Louisiana sta perdendo l’equivalente di un campo di calcio ogni ora. Ogni ora.

Una ricerca dell’anno scorso aveva raccontato che a causa della rottura delle calotte polari, il livello del mare è destinato a salire di 1,8 metri entro il 2100: possiamo solo immaginare cosa voglia dire questo per tutte le persone che vivono nelle zone costiere.
L’unica soluzione a questi problemi è la lotta contro il cambiamento climatico: si devono unire tutte le forze per combattere il surriscaldamento globale, con ogni mezzo possibile.

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Global warming, Isle de Jean Charles

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