Il ritratto della generazione Z: “dormono con lo smartphone”

I giovanissimi vivono in simbiosi con la tecnologia e preferiscono chattare che telefonare

I ragazzi più giovani, quelli nati tra il 1995 e il 2010, non hanno conosciuto l’era pre-internet, sono quindi dei “nativi digitali”, alcuni addirittura più giovani dello stesso iPad. Sono la cosiddetta “Generazione Z” e il loro rapporto cin a tecnologia è una priorità per gli esperti di marketing che cercano di profilarli. I giovani della Generazione Z preferiscono stare in chat piuttosto che parlare, passano tanto tempo sulle app e dormono con lo smartphone, anche se è risaputo che bisognerebbe evitare smartphone, tablet e computer prima di andare a letto.

“Quello che abbiamo constatato è che lo smartphone è una estensione di se stessi e che i social e le app, cioè la vita digitale, occupa più tempo delle loro relazioni offline", spiega Rurik Bradbury, manager di LivePerson che negli Stati Uniti ha condotto una ricerca sulla Generazione Z.

Il profilo dei giovanissimo è legato in maniera indissolubile ai nuovi mezzi di comunicazione: "interagiscono più digitalmente che nella vita reale", spiega Bradbury, tanto che sette su 10 preferiscono mandare messaggi di testo piuttosto che parlare.

Negli Stati Uniti queste tendenze sono più spinte, ma anche nel nostro Paese andiamo in quella direzione. Secondo gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, riporta l’Ansa, il 72% dei ragazzi dai 15 ai 24 anni utilizza WhatsApp praticamente sempre, contro una media del 32% popolazione totale. I giovanissimi si distinguono anche per un utilizzo sopra la media di Internet, app e fruizione di programmi in streaming.

 

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