“Dopo siccità e roghi, fermare la caccia”, l’appello di Verdi e Lipu

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Non è il caso di riaprire la stagione venatoria dopo i disastri ambientali di quest’estate

Le Regioni hanno consentito le pre-aperture della stagione venatoria, ma l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) lo aveva sconsigliato dopo le emergenze siccità e incendi che hanno già messo a dura prova la fauna del nostro Paese.

“È una cosa che va fermata: le istituzioni, il governo, il Ministero dell’Ambiente prendano posizione e intervengano con i poteri sostitutivi. Non è possibile, in questo momento in cui i Canadair ancora volano e la superficie bruciata è oltre i 125.000 ettari, consentire l’apertura della stagione venatoria, a partire addirittura da domani”. Lo ha detto il presidente nazionale della Lipu (Lega italiana protezione uccelli), Fulvio Mamone Capria, nel corso di una conferenza stampa congiunta con i Verdi davanti a Montecitorio.

“Il fuoco in Italia ha distrutto ad oggi in Italia una superficie pari al Comune di Roma – ha spiegato il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli -. A Roma nel mese di agosto abbiamo avuto la temperatura media più alta degli ultimi 40 anni, 31,1 gradi. Noi chiediamo al governo e al Ministero dell’Ambiente di sospendere l’attività venatoria: a fronte di una grave aggressione alla biodiversità, non si può consentire di cacciare. Inoltre chiediamo che la riforma Madia che ha messo a spasso 7000 forestali, che fanno di tutto salvo spegnere gli incendi, sia assolutamente rivista”.

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