Caldo record fino a domani

Arriveranno delle piogge al nord, ma al sud continuerà la siccità

Il caldo da bollino rosso continuerà fino a domani, mercoledì 28 giugno. Per il ministero della salute le cittàpiù a rischio saranno Ancona, Cagliari, Campobasso, Frosinone, Latina, Perugia e Pescara, Roma e Rieti.

Il caldo si sposterà verso sud mentre a nord sono attese delle perturbazioni che daranno una tregua dal caldo ai cittadini.

Secondo il meteorologo di 3bmeteo.com Francesco Nucera, “Il passaggio della perturbazione di domenica ha iniziato ad indebolire l'anticiclone africano; altre due perturbazioni sono attese nel corso della settimana ma con effetti maggiori al Nord dove l'estate si concederà una pausa mentre il grande caldo da mercoledì si concentrerà sempre più al Sud; altrove invece ci sarà un graduale ritorno alla normalità". La bassa pressione che interesserà l'Europa centro occidentale estenderà la sua influenza anche alla nostra Penisola pilotando altre due perturbazioni che porteranno diversi episodi temporaleschi al Nord. La prima sta portando dei fenomeni su Alpi, Prealpi e Valpadana centro occidentale. Altrove prevarrà l'alta pressione con clima caldo. La seconda perturbazione, più organizzata e consistente, arriverà tra mercoledì e giovedì; porterà piogge e temporali, talora anche forti, ancora una volta al Nord e poi marginalmente anche al Centro. Situazione invariata altrove. Le precipitazioni daranno un sollievo alla siccità seppur senza risolverla”.

Consigli per dormire nonostante il grande caldo.

Il problema non è solo il benessere dei cittadini, a soffrire sono anche le colture. Come spiega Coldiretti, in questo mese abbiamo registrato temperature di 3,6 gradi superiori alla media di riferimento, mentre le precipitazioni sono calate del 65,4%. E quando l’acqua arriva si tratta di violenti acquazzoni dannosi per l’agricoltura.
"Frane e allagamenti diffusi - prosegue Coldiretti - ma anche campagne devastate dalla Lombardia, con una forte grandinata nel bresciano con campi di mais spianati e alberi sradicati lungo i canali in diverse zone della regione, fino al Veneto dove nel trevigiano sono caduti chicchi grandi come palline da golf con serre di ortaggi e fiori divelte, campi di mais distrutti, vigneti di Prosecco rovinati". "Le precipitazioni - continua la Coldiretti - non hanno peraltro scalfito lo stato di grave siccità dei campi perché l'acqua per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento mentre gli acquazzoni aggravano i danni e pericolo di frane e smottamenti. Con il prolungarsi dell'assenza di pioggia in gran parte della Penisola l'allarme siccità si è ormai esteso ad oltre i 2/3 della superficie agricola nazionale interessando praticamente tutte le regioni, anche se con diversa intensità". "La situazione - conclude l'organizzazione agricola - si sta aggravando, con effetti catastrofici per la produzione e perdite ben superiori al miliardo stimato se non pioverà nell'arco delle prossime due settimane in modo costante e non violento".

 

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