ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Iran, attacco Usa entra in fase 2: "Colpiremo ovunque, Teheran senza chance"-Antisemitismo, via libera al ddl dal Senato: ecco le norme previste-Digiuno intermittente, rischi per cuore? Lo studio e l'allarme-Iran, offensiva di terra: migliaia di curdi attaccano-Lazio-Atalanta, Sarri e Palladino ammoniti per proteste. Cos'è successo in semifinale di Coppa Italia-Iran, i 4 obiettivi di Trump: la lista della Casa Bianca-Ucciso in casa Mario Ruoso, il patron di TelePordenone: "Colpito alla testa con corpo contundente"-Sondaggio politico, Fratelli d'Italia e Pd scendono-Iran, Casa Bianca: "Spagna coopererà con esercito nella guerra". Ma Madrid smentisce-Referendum giustizia, Mulè: "Se vince No per prossimi 50 anni niente riforma giustizia e Costituzione antifascista inattuata"-Depistaggi Cucchi, Cassazione assolve il colonnello Lorenzo Sabatino-Coppa Italia, oggi semifinale Lazio-Atalanta - La partita in diretta-Biazzo (Unindustria): "Premio Film Impresa, positiva la risposta del sistema produttivo italiano"-Iran, Meloni: "Stiamo affrontando giorni difficili". Tajani parla con Rubio-Massimo Caputi, morta improvvisamente la moglie Roberta: "Eri la mia stella polare"-Key Energy Summit, rinnovabili e data center nel futuro energetico-Cattani (Farmindustria): "Testo unico per superare payback e nuove sfide"-Luppi (Msd): "Per Italia più attrattiva Testo unico e no payback"-Antisemitismo, via libera del Senato al ddl: Pd si divide-Rizzo (UniPi): "Screening e immunizzazione pilastri per prevenire Hpv"

A rischio gli obiettivi dell’Accordo sul clima di Parigi. Lo spiega un modello matematico

Condividi questo articolo:

Dei ricercatori italiani utilizzano un modello matematico per verificare la realizzabilità dell’accordo di Parigi. I risultati non sono incoraggianti

Gli accordi di Parigi potrebbero andare in fumo. L’obiettivo principale, ricordiamolo, era mantenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia dei due gradi. Affinché ciò avvenga, le tecnologie di produzione di energia a bassa emissione di Co2 dovrebbero diffondersi su scala globale in un tempo circa dieci volte inferiore di quello osservato per la diffusione dei combustibili fossili nel secolo passato.

Lo spiega un modello matematico, riportato dall’Adnkronos, che riproduce l’evoluzione delle emissioni umane di Co2 e della temperatura globale dal 1875 a oggi. Secondo questo modello, se le tecnologie di produzione energetica a bassa emissione non saranno universalmente adottate in tutto il mondo entro 5-6 anni, il riscaldamento globale sarà inevitabilmente più elevato di quanto prefigurato a Parigi.

Il modello è stato sviluppato da una squadra di ricercatori italiani che vede tra i protagonisti l’italiano Marco Marani del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Padova. La teoria è stata inizialmente pubblicata sulla rivista scientifica “Earth’s Future”.

“Le nostre analisi su scala globale – spiega Marco Marani – dimostrano che le emissioni di Co2 pro-capite sono raddoppiate ogni 60 anni dopo l’inizio della prima Rivoluzione industriale. Tale dinamica ‘ritardata’, unitamente alla crescita della popolazione globale, ha dato luogo a una peculiare dinamica ‘intermittente’ delle emissioni globali nel secolo passato, caratterizzata da periodi di crescita relativamente rapida delle emissioni e da periodi di relativa stasi”.

Il modello mostra come “sia impossibile il raggiungimento degli obiettivi di Parigi se la diffusione globale di tecnologie ‘verdi’ di produzione dell’energia dovesse avvenire su scale temporali simili a quelle osservate in passato”.

“Di più – prosegue Marani – le nostre simulazioni mostrano che solo accelerando significativamente la diffusione delle nuove tecnologie, riducendo il tempo necessario alla loro adozione su scala globale di un dato ordine di grandezza (circa 6 anni) il riscaldamento globale potrebbe essere contenuto entro i 2 gradi, obiettivo proposto alla conferenza di Parigi”.

“Una così rapida diffusione tecnologica non ha però precedenti nella storia umana – sottolinea Marani – La ormai tenue possibilità di limitare i danni dovuti al riscaldamento globale rimarrà dunque concreta soltanto se si andrà ben oltre le ordinarie misure di incentivazione delle nuove tecnologie di produzione energetica. Queste – conclude – dovranno essere rapidamente adottate su scala globale attraverso azioni politico-economiche radicalmente nuove e incisive, se si vorranno evitare i danni peggiori al sistema climatico e alle nostre società”.

Questo articolo è stato letto 66 volte.

Cop21, Global warming, parigi, Surriscaldamento globale

Comments (10)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net