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Ridurre l’inquinamento delle industrie, grazie ad un filtro naturale

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Per ridurre l’inquinamento atmosferico delle industrie, alcuni ricercatori dell’Universita’ di Copenhagen hanno sviluppato un nuovo metodo per la depurazione dell’aria

Ridurre l’inquinamento atmosferico delle industrie è possibile, grazie ad un innovativo filtro naturale per l’aria. Si tratta, in pratica, di un nuovo metodo per la depurazione dell’aria, sviluppato recentemente da alcuni ricercatori dell’Università di Copenhagen, che presto potrebbe aiutare le industrie europee a rimuovere quei composti volatili banditi dalle norme Ue, in materia di emissioni inquinanti in atmosfera.

Per ridurre l’inquinamento atmosferico delle industrie, i ricercatori hanno utilizzato un tipo di tecnologia che per ora, hanno deciso ancora di non divulgare. L’unica cosa che si sa, attualmente, riguarda soltanto alcuni aspetti legati al suo funzionamento. Gli scienziati, infatti, si sarebbero ispirati, in particolare, alla capacità naturale dell’aria di ripulirsi. In pratica, si tratterebbe di un comune processo innescato dalla luce del sole, dove i gas inquinanti emessi in atmosfera, formano delle particelle quando incontrano sostanze come l’ozono. Tali particelle, grazie alla pioggia, vengono in seguito espulse dall’atmosfera. In poche parole, una volta che la pioggia cade, l’aria è di nuovo pulita.

Per ridurre l’inquinamento atmosferico delle industrie, gli scienziati hanno quindi capito che avrebbero potuto riprodurre il meccanismo naturale di auto-pulizia dell’aria in un sistema chiuso: attraverso l’installazione di cinque particolari scatole di alluminio sui tetti degli impianti è stato quindi possibile simulare, in scala ridotta, il processo di ‘accelerazione atmosferica fotochimica’ sui composti volatili nocivi. Il metodo inoltre, consuma poca energia, per cui il suo impatto sul clima è trascurabile. 

Ridurre l’inquinamento atmosferico delle industrie con questo sistema, significa inoltre rimuovere (e non solo diluire) tutte le emissioni nocive derivanti dai vapori di idrocarburi, tra cui il gas naturale, il gasolio, la benzina e solventi vari, oltre che tutte quelle particelle ad alto impatto ambientale, come le spore fungine, i pollini e le ceneri nell’aria.

In Italia, invece, è già realtà la tecnologia Apa, a cura della start up Is TECH, che ha brevettato una macchina mangia smog e inquinamento, che elimina la polveri sottili in ambito urbano e da inquinamento industriale. La macchina Apa è in sperimentazione in realtà industriali e cittadine, come a Roma, nel centro storico e a Bolzano. In questo caso l’Italia ha fatto prima della Danimarca.

(Matteo Ludovisi)

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