Centro studi Confindustria: Pil peggio delle attese

Il 2013 si chiudera’ peggio delle attese, secondo il Centro studi Confindustria, che ha rivisto dal -1,6% al -1,8% le stime per il Pil

 

Il 2013 di chiude peggio di quanto previsto: il prossimo il Centro studi di Confindustria ha rivisto il Pil da -1,6% a -1,8%. La bella notizia è che resta invariata al +0,7% la previsione di crescita per il 2014. La recessione, quindi, dovrebbe concludersi con la fine di questo 2013, ma parlare di ripresa è ‘per molti versi improprio’; suona ‘derisorio’. Il ‘Paese ha subito un grave arretramento ed è diventato più fragile, anche sul fronte sociale’. Danni ‘commisurabili solo con quelli di una guerra’, ha specificato il Centro studi di Confindustria.

 

A causa della crisi, ‘Le persone a cui manca il lavoro, totalmente o parzialmente, sono 7,3 milioni, due volte la cifra di sei anni fa. Anche i poveri sono raddoppiati a 4,8 milioni’. Dall'inizio della crisi, ovvero fine 2007, si sono persi 1 milione e 810 mila Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno. L'occupazione è rimasta ferma nella seconda metà del 2013 e ripartirà dal 2014. Si arresta così ‘l'emorragia occupazionale’: per l'anno prossimo il Centro studi di Confindustria prevede un +0,1%, per il 2015 un +0,5%. 

gc

 

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