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Dissalare l’acqua del mare, con il micro filtro al grafene

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Dissalare l’acqua del mare risparmiando energia e’ possibile, grazie ad uno speciale micro filtro al grafene, realizzato dall’azienda Lockheed Martin

Dissalare l’acqua del mare grazie ad uno speciale micro filtro al grafene, (l’innovativo materiale ottenuto dalla grafite e costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio). E’ questa, in sintesi, la caratteristica principale di una nuova tecnologia di dissalazione delle acque di mare, messa a punto dalla ‘Lockheed Martin’, la famosa azienda di ingegneristica aerospaziale che rifornisce la difesa americana di armi e velivoli. Proprio a tal proposito, potrebbe risultare bizzarro, (se non addirittura forzato), identificare la sostenibilità ambientale ed energetica, come la principale ‘mission’ di un’azienda che, invece, fonda il suo stesso core business sulla produzione di strumenti militari. Allo stesso tempo però, si deve anche tener conto di come la società abbia lavorato su una tecnologia estremamente efficace, che potrebbe dare un contributo enorme nell’ambito dell’approvvigionamento idrico sostenibile.

Per dissalare l’acqua del mare infatti, il nuovo sistema sfrutta un particolare processo in grado di abbattere drasticamente i costi energetici ed ambientali: si tratta, in pratica, di una sorta di filtro (o membrana), costituita da sottilissimi fogli di grafene, sui quali vengono applicati dei micro fori della larghezza di un nanometro (un miliardesimo di metro). Questi micro fori, ovviamente, sono grandi abbastanza da lasciar passare l’acqua ma troppo piccoli per le particelle di sale contenute nel ‘liquido salino’, che rimarrebbero quindi bloccate sulla membrana.

Dissalare l’acqua del mare con questo sistema, assicurano gli scienziati della ‘Lockheed’, permette un maggiore risparmio di energia rispetto alla tradizionale tecnologia ad ‘osmosi inversa’, dove il ‘liquido salino’ deve essere spinto con una pressione estremamente elevata verso le classiche membrane che, simili a dei ‘setacci molecolari’, lasciano poi passare la risorsa idrica potabile. Tutto questo, ovviamente, è possibile perché, sempre secondo i ricercatori, ‘il micro filtro al grafene è 500 volte più sottile del migliore filtro in commercio e migliaia di volte più resistente. L’energia e la pressione necessarie per filtrare il sale sono cento volte inferiori’.

Dissalare l’acqua del mare con il nuovo sistema della ‘Lockheed Martin’ potrebbe quindi  aumentare le possibilità di sopravvivenza di milioni di persone, soprattutto in quelle zone del mondo dove risulta difficile l’accesso alle risorse idriche potabili. Tuttavia, per avere dati più certi sul funzionamento e sui consumi effettivi dell’impianto, occorrerà aspettare la sua fase di commercializzazione. Per ora, alcune fonti non ufficiali, confermano che i primi test sperimentali del ‘prodotto’ dovrebbero iniziare già entro la fine del 2013.

(Matteo Ludovisi)

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