Vino, le estirpazioni cambiano l' Europa. E la vendemmia e' la piu' scarsa degli ultimi 50 anni

Dal 2000 al 2010 sono andate perse, in Italia, il 15,6 per cento delle superfici vitate che sono passate da 772.513 ettari a 651.863 ettari

Il vino europeo ha cambiato volto. O meglio, a due anni dalle misure di estirpazione definite nella riforma europea del settore (ocm vino) a cambiare sono stati i vigneti europei. Se, da un lato, le misure di estirpazione dei vigneti hanno ridotto la superficie vitata europea di 164mila ettari, pari ad un calo del 10,8 per cento sul totale Ue (di cui -13.000 in Spagna, -10.000 in Italia e – 12.000 in Francia, in tre anni), dall’altro occorre tenere presente le ristrutturazioni che hanno portato alla rivisitazione di 29.000 ettari in Italia, 95.000 in Spagna e 23.000 in Francia.

Questo si traduce nel fatto che la ristrutturazione europea ha consentito una migliore gestione dei vigneti. Guardando nello specifico, dal 2000 al 2010 sono andate perse, in Italia, il 15,6 per cento delle superfici vitate che sono passate da 772.513 ettari a 651.863 ettari. Più contenuto il calo in Francia, che nello stesso periodo ha fatto registrare una contrazione del 9,6 per cento e in Spagna (-9,4 per cento). Tutto questo di traduce in una contrazione delle superfici a vigneto, riduzione strutturale delle produzioni, giacenze in calo ovunque, e una campagna vitivinicola 2011/2012 che, attestandosi sotto la soglia dei 41 milioni di ettolitri è stata la più scarsa degli ultimi 50 anni.

Ma le estirpazioni non finiscono qui: solo nella scorsa campagna infatti, secondo i dati Ismea, sono state accolte domande di estirpazioni per 9.288 ettari (in prevalenza in Puglia, Sicilia ed Emilia Romagna) che, sommate ai 22.312 delle due campagne precedenti, portano ad un totale di 31.600 ettari. Che vanno ad aggiungersi anche i quasi 13 mila ettari ‘messi a riposo’ nella sola Sicilia per via del ricorso alla vendemmia verde.

(Nereo Brancusi)
 

 

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