L’Italia diventa astemia? In 5 anni persi 2 milioni di consumatori bevande alcoliche secondo Federvini

Cala il consumo interno di alcolici (tranne quelli da aperitivo), ma l'export traina il settore vini

In Italia si beve sempre meno: a dirlo è un nuovo studio realizzato da Nielsen per Federvini.

Nel quinquennio 2011-2015 il totale dei consumatori di bevande alcoliche è calato di 1,8 milioni. Si tratta di un 5% in meno.

Anche la frequenza delle bevute diminuisce: chi consuma alcolici lo fa in media 3,6 volte a settimana e non più 4.

Ma se i consumi interni sono in calo, i produttori di vino si consolano con l’export: lo scorso anno l’Italia ha esportato vini e mosti per 5,5 miliardi di euro (+4,8% sull’anno precedente). Parliamo di 21 milioni di ettolitri (-2,3%). Tr ai mercati esteri gli Stati Uniti sono quello extra Ue migliore con 1,2 miliardi di euro (+13,8%) e 3,2 miliardi di ettolitri (+6,6%).

Tra le bevande alcoliche che non alano troviamo Champagne, spumante, prosecco e aperitivi alcolici; sempre più consumati negli aperitivi fuori casa.

‘Sebbene le esportazioni abbiano indubbiamente rappresentato una valida boccata di ossigeno per l’intero settore, occorre ridare dignità al mercato interno e ai consumi domestici - spiega Sandro Boscaini, presidente di Federvini - e riconoscere alle produzioni di vini, di spiriti e di aceti un ruolo strategico nell’economia nazionale’.

 

Si parla sempre più di vino bio: le vendite sono in crescita, i grandi marchi si convertono e Vinitaly gli dedica un intero padiglione

 

 

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