CRESCE ATTENZIONE VERSO IL VINO BIODINAMICO, L'ARMONIA CON LA TERRA

Da un disciplinare di produzione che risale ai primi anni del secolo scorso, ideato da Rudolf Steiner, un metodo di produzione del vino che ormai affascina tutti. E garantisce “impatto zero” sulla terra

Armonia. È questa la parola chiave per comprendere a fondo il concetto di produzione “biodinamica” del vino. Un prodotto che punta a essere totalmente “sostenibile”, visto il reale impatto zero che la sua "creazione" può avere sull’ecosistema agricolo. Il vino “biodinamico” non è una invenzione dei nostri giorni, il metodo di produzione è stato ideato da Rudolf Steiner agli inizi del secolo scorso. Ultimamente, però, diversi produttori vinicoli nel mondo sembrano essersi appassionati: sono così fiorite cantine che rispettano i metodi “biodinamici”. E qui torna il concetto di “armonia”: il concetto è quello di “omeopatia” della terra, del prendersi cura del terreno che dà i suoi frutti, con il minore impatto possibile e avendo cura dei microrganismi della terra che proteggono la vitalità delle piante. La “dinamicità” nella vinificazione risiede, poi, nel modo in cui si prepara l’acqua per irrigare le viti: vi si pongono estratti di quarzo e decotti minerali che vengono mescolati attraverso una particolare procedura che ne permette una perfetta amalgamazione. Quindi viene utilizzata, facendo però particolare attenzione alle fasi lunari, perché nella produzione biodinamica del vino è questo un fattore determinante. Il calendario lunare viene seguito infatti anche in cantina per i travasi e l’imbottigliamento. Di solito non vengono aggiunti dei lieviti, l’enologo elabora l’uva sana e maturata bene e non ricorre ad interventi chimici. La vinificazione deve tenere conto delle posizioni dei pianeti e la vendemmia va fatta esclusivamente a mano. Per il confezionamento, vanno privilegiati imballaggi riciclabili. E sono ammessi materiali come il vetro, la cera e i tappi di sughero, naturale marchiati soltanto a fuoco, senza trattamenti ionizzanti o al cloro.

 
Umberto Di Giacomo

 

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