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Nuove fonti di cibo

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Alcuni legumi potrebbero dare una risposta al problema della fame nel mondo

Il Nelson Mandela African Institution of Science and Technology ha condotto uno studio, pubblicato su Global Food Security, dedicato alla Vigna, una sotto-famiglia delle leguminose, costituita da piante molto simili al fagiolo.

Le piante in questione sono ampiamente diffuse in Europa, Asia e Africa. Non solo, esistono specie spontanee appartenenti alla Vigna perfino in Oceania, come la Vigna marina.

Con il termine Vigna si fa quindi riferimento più di 100 specie, di cui oggi solo dieci sono coltivabili. Tra queste, il fagiolo adzuki, il fagiolo indiano nero, il pisello di terra, il fagiolo dell’occhio e il fagiolo verde.

Le restanti 90 specie selvatiche, però, offrirebbero, secondo gli studiosi, enormi potenzialità per le colture alimentari: “addomesticandole”, potrebbero fornire nuove varietà di cibo o essere alla base di manipolazioni genetiche migliorative delle leguminose più diffuse.

L’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) delle Nazioni Unite ha dichiarato che metà delle calorie che l’uomo prende dalle piante vengono da solo quattro specie. Questa dipendenza è alla base della bassa biodiversità agricola e contribuisce alla crisi alimentare. Per questo, nonostante si tratti di uno studio preliminare, la ricerca del Nelson Mandela African Institution of Science and Technology costituisce un passo prezioso per chi si occupa del problema della fame nel mondo.

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