Batterio killer, Lidl: mai venduto in Italia l'hamburger contaminato

La rassicurazione della catena tedesca in Italia che sul nostro territorio ha ben 550 punti vendita, oltre 9 mila dipendenti e 9 centri distributivi. Le organizzazioni agricole invece mettono le mani avanti: la carne italiana è sicura, bisogna evitare allarmismi. Non dimentichiamao che gli allarmismi hanno danneggiato fortemente già il settore ortofrutticolo

Nessun rischio di infezione da Escherichia coeli in Italia. Almeno per quanto riguarda l’hamburger francese fatto con carne tedesca. L’hamburger “Steak Hachés 100% pur boeuf” distribuito dalla Lidl che ha infettato sette bambini d’Oltralpe, “non è mai stato in vendita presso Lidl Italia”, rassicura l’azienda tedesca della Grande distribuzione organizzata che fa capo al Gruppo Schwarz, realtà multinazionale operante nell’ambito della grande distribuzione, con 550 punti vendita, oltre 9mila dipendenti e 9 centri distributivi su tutto il territorio italiano. In Francia le autorità competenti sospettano che il prodotto surgelato a base di carne tritata sia la causa delle infezioni da E.coli che ha colpito diverse persone nel nord della Francia. L’altro prodotto “10 Hamburger di carne bovina macinata (51 %)” del fornitore SEB non sembra essere coinvolto. In ogni caso “per motivi precauzionali, al fine di tutelare il consumatore – prosegue il Gruppo tedesco della Gdo - Lidl Italia ha ritirato dalla vendita questo prodotto già in data 15 giugno 2011”. Fatto sta che, secondo le organizzazioni agricole italiane, se dalla Germania arrivano i problemi, è l’Europa a pagare i conti . Dopo che il settore ortofrutticolo made in Italy ha perso oltre 150 milioni di euro a causa dell’allarmismo che si è andato a delineare con l’emergenza del cosiddetto “cetriolo killer”, le organizzazioni di categoria ora mettono le mani avanti specificando “che la carne italiana è sicura al cento per cento”.

Nereo Brancusi

 

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