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Diminuire il consumo di carne per aiutare il pianeta

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Secondo un nuovo studio, i «mangiatori di carne» americani devono dimezzare le quantità consumate, gli europei ridurle del 22%

Gli autori di un nuovo rapporto mondiale sulle risorse alimentari, che si chiama «Creating a sustainable food future», affermano che si deve assolutamente ridurre il consumo di carne se si vuole aiutare a mantenere il nostro pianeta abitabile.

Le 565 pagine del report – che sono state possibili grazie a una collaborazione tra il World Resources Institute, il World Bank Group, il dipartimento dell’ambiente delle Nazioni Unite e altri – offrono un elenco completo di suggerimenti su come dovremmo comportarci per poter sostenere i tre miliardi di persone in più che, secondo le previsioni, dovrebbero arrivare sul nostro pianeta entro il 2050. Come possiamo produrre cibo sufficiente per tutti senza aumentare le emissioni di carbonio, alimentare la deforestazione o aggravare la povertà? Insomma, come possiamo nutrire tutti i nuovi e vecchi abitanti del mondo senza distruggere il pianeta?

Il rapporto descrive in dettaglio una serie di soluzioni che si concentrano sia sulle misure della domanda che dell’offerta, spiegando, appunto, che si deve di certo produrre più cibo, ma si deve anche rallentarne il consumo, in particolare si deve far rallentare il tasso di crescita della domanda di cibi intensivi come il manzo.
Bovini, ovini e caprini usano due terzi della terra agricola globale e contribuiscono per circa la metà alle emissioni legate alla produzione agricola.

Poiché la previsione è che la domanda di carne di ruminanti aumenterà dell’88% tra il 2010 e il 2050, serve prepararsi.
Secondo il rapporto, i consumatori americani dovranno mangiare il 40% in meno di carne e gli europei dovranno ridurre i loro consumi del 22%, prendendo in considerazione tutti i benefici che possono derivare da una dieta vegetariana.

Si può decisamente fare. E allora facciamolo.

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