Se il canguro salta nel piatto, la cena è più buona per l'ambiente?

Secondo uno studioso australiano, allevare masupiali anziché bovini ha meno impatto sull'ambiente

Mangiamo carne di canguro, anziché manzo o maiale: è la proposta di Mike Archer, professore dell'univerità di Sydeny.

Il perché, secondo Ancher, è presto detto: allevare canguri ha un impatto ambientale minore. Ci sono due ragioni: non vengono nutriti con cereali e non producono metano, come invece fanno i ruminanti (sapete che le flatulenze bovine sono un temibile gas serra?).

Nell'emisfero australe la cucina del canguro non è una pratica bizzarra, anche se fatti due conti la 'resa' del povero marsupiale non risulta ottimale: si stima che su 12 kg di carne solo 1,5 risulti di prima qualità, il resto viene usato per nutrire cani e gatti.

Nonostante questo il governo australiano ha autorizzato nel 2012 l'abbattimento di 400.000 esemplari: pare che la loro carne sia sempre più richiesta nelle cucine di tutto il mondo, per la gioia dei cacciatori locali.

Archer comunque non ne fa una questione di specie: 'la sfida del mangiar etico sta nella scelta di ciò che causa meno danni all'ambiente'.

Ci sentiamo di aggiungere che è il consumo di carne in sé, canguri compresi, ad essere poco sostenibile per l'ambiente: andrebbe ridotto del 20%, come spiega una ricerca di Nathan Pelletier e Peter Tyedmers dell'università di Standford.

Ovviamente la quantità di carne nel piatto non è equamente distribuita nel nostro pianeta: gli australiani, ad esempio, dovrebbero ridurla drasticamente, dato che consumano una media di tre etti di carne al giorno, più del doppio di quanto normalmente si consiglia.

Nel corso del 2010, il consumo di carne nel mondo è salito a 283 milioni di tonnellate; nel 1950 erano 44. La FAO ha previsto che entro il 2020 salirà a 340.
Questi animali vanno nutriti, spesso usando cereali, e l'intero processo dell'allevamento ha un forte impatto ambientale: si pensi al disboscamento dell'Amazzonia, o di aree dell'Australia, per far posto ai pascoli.

Il grano è fondamentale per nutrire le persone, ma nel 2010 solo la metà del cereale prodotto è stato usato per l'uomo, l'altra metà è stata impiegata per nutrire gli animali o per i bio-carburanti.

Far saltare i canguri nel piatto forse potrebbe migliorare la situazione, ma lo sfruttamento e la distribuzione delle risorse, anche alimentari, presuppone un ripensamento più generale della nostra dieta.

a.po

 

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