Batterio killer, l'Ue stanzia i fondi e l'Italia rischia di non prenderli. Scopri perche'

L'Italia corre un rischio sulla questione batterio E. Coli. L'Ue stanzia i fondi solo per cinque prodotti, zucchine, cetrioli, lattughe, pomodori e peperoni, che dovrebbere essere ritirati dal mercato a fine giugno ma le nostre colture hanno tempi più dilatati. Per ora l'Italia ha ritirato prodotti soli 10 mln di euro su 210 mln totali

L’Italia rischia di non riuscire ad usufruire dei fondi stanziati dall’Unione europea per coprire i danni economici causati all’ortofrutta dall’emergenza batterio killer. Le risorse approvate a maggio dalla Commissione Ue riguardano una gamma di soli cinque prodotti: zucchine, cetrioli, lattughe, pomodori e peperoni.

E come se non bastasse prevedevano il “ritiro” dal mercato – conditio sine qua non per poter accedere ai fondi – entro la fine di giugno. Data che può essere adeguata per un paese come la Spagna, che ha coltivazioni precoci per via del clima, o l’Olanda, che coltiva in serra, ma che non può andare bene per l’Italia dove molte produzioni sono in alto mare. Insomma, un “errore di valutazione” da parte di Bruxelles che potrebbe danneggiare non poco l’Italia.

Secondo il presidente di Cogeca-l’asociazione che rappresenta le cooperative europee Paolo Bruni infatti, l’Italia ha ritirato prodotti per circa dieci milioni di euro sul totale di 210 milioni. Come se non bastasse la norma usata dalla Commissione è adeguata per la frutta ma non per l’orotfrutta, il cui capitolato prevede tempi di stoccaggio differenti. Un vero e proprio errore giuridico. Emergenza batterio killer ancora irrisolta quindi e a Bruxelles è tutto da rifare. Altrimenti all’Italia al danno si aggiungerà alla beffa. (Nereo Brancusi)

 

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