Smartphone contro le epidemie alimentari

Una nuova tecnologia di rilevamento delle malattie alimentari potrebbe aiutarci nella difesa dalle epidemie

WhatsApp Share

I recenti casi di persone che sono state colpite da E. coli a causa della lattuga romana in Arizona hanno mostrato una volta di più quanto sia necessario e importante trovare dei metodi per gestire le epidemie. Ci sono voluti molti ricoverati e addirittura una morte registrata in connessione con l'epidemia prima che il Center for Disease Control (CDC) sapesse da dove proveniva la lattuga. Anche perché il punto è ovviamente tutto lì: per fermare un focolaio si deve identificare la fonte.

In questo senso, alla Purdue University è stata creata una nuova tecnologia di rilevamento delle malattie: si tratta di un dispositivo che si collega agli smartphone e consente ai coltivatori di testare i loro alimenti in pochi minuti, rilevando eventuali batteri.
Per farlo, il contadino deve mettere il suo prodotto in una soluzione piena di batteriofagi, ovvero dei virus per batteri; un'altra sostanza chimica che è presente nell'acqua fa illuminare gli E. coli in modo che la fotocamera del telefono possa captarli. In questo modo, in pochissimo tempo, il sistema riesce a dirci se siamo di fronte a un alimento infettato o no.

OwlTing, una start-up fondata nel 2013, vorrebbe utilizzare questa tecnologia per tracciare ogni passo fatto dai produttori di alimenti, per fare in modo che che gli acquirenti debbaano semplicemente scansionare un adesivo con il loro telefono per vedere come è stato trattato il cibo (cioè con quali sostanze chimiche), dove è stato coltivato o lavorato e quando.
Sarebbe davvero una bella svolta se ci dovessero riuscire, intanto il messaggio è che più le comunicazioni tra tutti sono informate e meno sono i rischi ad ogni livello.