Spruzzare nanobot

Gli scienziati creano uno spray che irrora piccoli sensori con un grande potenziale di raccolta dati

WhatsApp Share

Un team di ricercatori del MIT ha trovato un nuovo uso per gli spray che, un tempo erano visti solo come responsabili del buco nell'ozono: questo nuovo uso comporta la capacità di spruzzare nanobot – una capacità che potrebbe essere buona sia per l'ambiente che per la nostra salute.

La ricerca pubblicata su «Nature Nanotechnology» racconta di come ognuno di questi piccoli sensori contenga due parti: la prima è un colloide, una particella o una molecola insolubile estremamente minuscola (i colloidi sono così piccoli che possono rimanere sospesi in un liquido o nell'aria indefinitamente – la forza delle particelle che si scontrano attorno a loro è più forte della forza di gravità che tenta di tirarli giù); la seconda parte del sensore è un circuito complesso contenente un rivelatore chimico (che, quando incontra una determinata sostanza chimica nel suo ambiente migliora la sua capacità di condurre l'elettricità) e un fotodiodo (ovvero un dispositivo in grado di convertire la luce ambientale in corrente elettrica che fornisce tutta l'energia necessaria per alimentare la raccolta e la memoria dei dati del circuito).

I ricercatori hanno innestato i circuiti sui colloidi, dandogli la capacità di viaggiare in ambienti unici con uno spruzzo. Una volta combinate le due parti, infatti, i ricercatori hanno reso i nanobot irrorabili perché, in questo modo, hanno creato una serie di potenziali usi diagnostici per i questi sensori microscopici a spruzzo (per esempio, rilevare la presenza di ammoniaca tossica in un tubo soltanto spruzzandoci i nanobot dentro oppure rivelare la presenza di problemi nel nostro intestino potendo percorrerlo tutto).
Raccogliere dati e informazioni non sarà più la stessa cosa.