No all’abuso di farmaci contro il bruciore di stomaco, lo spiegano i gastroenterologi

In Italia un paziente su due assume farmaci per il bruciore di stomaco senza averne bisogno

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Ormai i farmaci contro il bruciore di stomaco vengono utilizzati in maniera inappropriata dal 50% dei pazienti. Lo spiega da tempo l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO) che ora rilancia anche un nuovo studio scientifico canadese.

Le nuove linee guida canadesi, pubblicate sul numero di maggio 2017 della rivista scientifica Canadian family physician, indicano che la prescrizione di questi farmaci va destinata a precise situazioni cliniche e partono dal bilancio tra rischi e benefici derivanti da un uso eccessivo dei PPI.

Nello studio, infatti, si sottolineano i possibili effetti avversi di questi farmaci, come un aumento del rischio di malattie renali, di infezione da clostridium difficile, di fratture dell'anca e il pericolo di malassorbimento della vitamina B12.
Inoltre, le nuove linee guida sottolineano che, quando i PPI sono prescritti in modo inappropriato o utilizzati troppo a lungo, possono aumentare il rischio di reazioni avverse, scambio tra farmaci, interazioni farmacologiche, visite in reparti di emergenza e ricoveri.

Secondo l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri oltre 1.289.000 persone, pari al 46,5% dei pazienti, utilizzano i PPI in maniera non appropriata, cioè senza che per loro siano la terapia più efficace.
Per far fronte a questa situazione tre società scientifiche hanno preparato un position paper che fissa alcuni principi e norme che supportino i medici nel prescrivere questi farmaci in caso di effettivo bisogno e in cui possano essere realmente efficaci, che possono essere riassunte in alcuni punti:

Per i pazienti: le raccomandazioni degli specialisti
- In caso di reflusso gastroesofageo è importante tenere sotto controllo il proprio peso per attenuare i sintomi
- Far passare due o tre ore dai pasti prima di coricarsi e dormire con la testa sollevata
- Non è necessario eliminare in maniera definitiva cibi che favoriscono il reflusso (come cioccolato, alcol, cibi piccanti o acidi) ma solo consumarli in maniera attenta e sospenderli in caso di riacutizzazione del problema.
- E’ importante masticare il cibo con cura e lentamente dedicando al pasto il giusto tempo
- Mangiare con regolarità, evitando sia pasti abbondanti e troppo distanziati tra loro sia quelli troppo frequenti.
- Utilizzare tecniche di cottura leggere, come il forno, la griglia, il vapore, il microonde, la lessatura, il cartoccio, che permettono la cottura dell'alimento con un minimo utilizzo di grassi per il condimento.
- Evitare le bevande gasate o troppo calde, il fumo, il caffè, il tè e i superalcoolici.

Per gli specialisti: le indicazioni del position paper
- Nei pazienti che hanno difficoltà di digestione si suggerisce di usare i farmaci PPI solo dopo aver verificato che i pazienti non siano affetti da Helicobacter pylori. In questo caso i sintomi possono essere risolti curando questa infezione.
- Nei casi in cui si sospetta un reflusso gastroesofageo un trattamento con questi farmaci può essere un utile trattamento di prima linea.
- Una terapia standard con PPI per prevenire il sanguinamento gastrico in pazienti in trattamento con anti-aggreganti piastrinici o farmaci anti-infiammatori è indicata solo nei soggetti a rischio (età maggiore di 65 anni, uso concomitante di steroidi o anticoagulanti, pregressa ulcera).
- Non è necessario utilizzare i PPI per la prevenzione delle emorragie gastriche nei pazienti che assumono cortisone perché è dimostrato che questo farmaco non espone a tale rischio.
- La somministrazione in via cautelativa di PPI in pazienti che assumono farmaci diversi dagli anti-infammatori (per es: anti-ipertesivi, statine, diuretici, ecc) non è consigliabile poiché questa terapia non solo è necessaria, ma può ridurre o alterare l’assorbimento di alcune terapie.
- Non è dimostrato che i PPI prevengono il sanguinamento da varici esofagee nei pazienti con cirrosi.
- Sebbene i PPI siano farmaci efficaci e generalmente molto ben tollerati e quindi il vantaggio derivato dal loro uso è superiore al rischio di effetti indesiderati, sono possibili effetti collaterali nelle terapie a lungo termine.

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