Il paradosso di obesità e tumore

Secondo un nuovo studio, l'obesità permetterebbe agli uomini con un tumore avanzato di vivere più a lungo degli altri

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Secondo un nuovo studio, pubblicato recentemente sulla rivista «The Lancet Oncology», l'obesità in relazione a un melanoma avanzato potrebbe creare un vantaggio: a quanto emerso, infatti, gli uomini con questa patologia vivrebbero di più di quelle magri, a parità di condizione tumorale.

La ricerca racconta che tra gli uomini che hanno ricevuto un trattamento per un cancro potenzialmente mortale, i pazienti obesi hanno vissuto in media il 47% in più rispetto a quelli che avevano un peso corporeo sano. Nelle donne, invece, il peso non ha influenzato in alcun modo la sopravvivenza.
Ovviamente un risultato di questo tipo porta subito a domandarsi qual è il meccanismo che comporta questo vantaggio negli uomini, visto che scoprendolo si potrebbero ricavare risultati da utilizzare nel trattamento dei pazienti con melanoma. Di fatto, è la prima volta che uno studio rivela un potenziale collegamento tra obesità, sesso e reazione alla malattia.

È noto da tempo che le donne con melanoma avanzato vivono più a lungo degli uomini affetti dalla medesima malattia, ma grazie a questa nuova scoperta, i ricercatori si sono convinti di dover esaminare più a fondo il ruolo degli ormoni sessuali.

Lo studio ha coinvolto circa 1900 persone il cui melanoma avanzato è stato trattato con terapia mirata, immunoterapia o chemioterapia. Nel complesso, gli uomini obesi hanno vissuto da circa 27 a 37 mesi dopo il trattamento, a seconda del trattamento, rispetto ai 14/20 mesi vissuti dagli uomini di peso normale. Le donne, invece, hanno vissuto circa 33 mesi dopo il trattamento, indipendentemente dal loro peso.


Sebbene lo studio abbia trovato un'associazione tra peso e sopravvivenza dopo il trattamento del melanoma negli uomini, non ha ancora dimostrato una relazione causa-effetto. Ovviamente il punto non è che l'obesità è buona, anzi, l'obesità è un comprovato fattore di rischio per molte malattie, il punto è che questa informazione va capita e utilizzata a beneficio dei pazienti.