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Falso ‘Bio’/ 3 Quando un prodotto e’ davvero biologico

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Negli ultimi anni sono sempre più presenti nell’alimentazione degli italiani, come punto di riferimento fisso per il mangiar sano. Ma da dove nasce la definizione di prodotto ‘biologico’?

Oggi rappresentano la “bussola” alimentare per molte famiglie italiane, il punto di riferimento del “mangiar sano”. I prodotti biologici sono sempre più centrali nell’alimentazione degli italiani. Lo dicono gli ultimi dati relativi alle vendite e lo dice l’ormai fissa presenza del “bio” nei negozi e supermercati.

Ma da dove nasce la definizione di “biologico”? L’ha stabilita l’Unione europea, con il Regolamento n. 2092 del 24 giugno 1991. Venti anni fa è stato deciso il “disciplinare” di produzione che avrebbe permesso a un cibo di essere etichettato “bio”, mentre quattro anni fa – con un altro Regolamento, datato 28 giugno 2007 – le norme sono state ribadite. Sono, pertanto, alimenti biologici quelli prodotti da un agricoltura che fa affidamento prevalentemente sulle risorse rinnovabili; che ricicla i rifiuti e li restituisce come elementi nutritivi alla terra; che preserva la fertilità del suolo e ne previene l’erosione; che, insomma, sfrutta le sostanze naturali per coltivare la terra.

La certificazione di conformità “bio” è rilasciata dagli Organismi di Certificazione Prodotti Biologici accreditati dal MipAAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali), a seguito di controllo ispettivo diretto e dopo la verifica della rispondenza della documentazione di supporto, del rispetto dell’iter procedurale standardizzato e dell’esito delle analisi svolte su campioni di prodotto in conformità al piano di campionamento.

Giacomo Gallo

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