Il debutto (travagliato) di Enel Green Power

"Nel corso dei prossimi mesi il titolo Enel Green Power spicchera’ per le sue performance". Queste le dichiarazioni di fulvio conti durante la giornata che ha visto il debutto in borsa della controllata che si occupa di gestire tutto il portafoglio verde del gruppo energetico italiano. Ma gli ostacoli per arrivare alla quotazione sono stati diversi. Innanzitutto le condizioni dell’offerta sono state riviste prima dello sbarco a Piazza Affari. Si è partiti da una forchetta di prezzo che oscillava tra 1,8 e 2,1 euro per azione fino ad arrivare ad un forte sconto nei giorni precedenti la quotazione che hanno portato il titolo a 1,6 euro. Inoltre l’offerta è stata strutturata per consentire ad investitori istituzionali una quota maggiore rispetto alla clientela retail.  Insomma gli operatori professionali, sui quali si puntava molto per stabilizzare l’azionariato, hanno aderito probabilmente meno delle attese ed è toccato al retail supplire. I primi giorni di quotazione quindi hanno visto il titolo verde perdere anche il 4 %, per poi stabilizzare la contrazione a 1,595 (- 0,31%). Evitato dunque lo spettro di Saras, che dalla quotazione ha accumulato pesanti perdite passando da poco più di 5 euro a circa 1,5 euro, i rischi che si intravedono su Enel Green Power sono di natura regolatoria (le scelte del governo in materia di finanziamento alle fonti verdi) che potrebbero incidere sui piani di business e sui piani di investimento.