Un prodotto su quattro venduto senza etichetta energetica

I dati condotti da Legambiente in collaborazione con Movimento Difesa del Cittadino sono preoccupanti.

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L'indagine dice molto già dal nome: 'etichetta furbetta'; svolta da Legambiente e MDC, ha esaminato 4602 prodotti, tra  tv, frigoriferi, forni elettrici, condizionatori e aspirapolvere per verificare la corretta applicazione delle etichette energetiche.

Su 4602 prodotti controllati, tra negozi fisici (3150) e negozi online (1452), spiega Legambiente, il 74% è risultato etichettato correttamente: l'82% nei negozi fisici e solo il 23% nei negozi online. Un prodotto su 4 risulta, quindi, venduto senza etichetta o con l’etichetta scorretta: un dato alto ma migliore rispetto allo scorso anno in cui le etichette scorrette o assenti riguardavano un prodotto su 3. 

'Le direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica - dichiara Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente - sono di notevole importanza per il clima e l’ambiente. Se venissero correttamente applicate, il taglio annuale alle emissioni di CO2 sarebbe di circa 500 milioni di tonnellate, cioè l’1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa. Inoltre, la loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia. Purtroppo, però - prosegue Sabbadin - queste direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita: alcuni prodotti sono meno efficienti di quanto dichiarato sull’etichetta, altri sono privi delle indicazioni energetiche che dovrebbero essere fornite al consumatore. I mancati risparmi derivanti da queste infrazioni aumentano inevitabilmente i costi familiari, mettono sotto stress le reti elettriche dei paesi membri e contribuiscono negativamente al cambiamento climatico'.

'Emerge un grave problema - aggiunge Antonio Longo, Presidente Movimento Difesa del Cittadino - riguardante le vendite on line che sono destinate ad aumentare in maniera esponenziale nei prossimi anni. Gli organi di vigilanza, primi fra tutti il MISE, l'Autorità Antitrust e la Polizia postale devono vigilare e intervenire tempestivamente. Da parte nostra continueremo a monitorare anche attraverso questo progetto le proposte di commercio elettronico'.

Sul sito www.market-watch.it verranno resi disponibili i dati dettagliati per singolo punto vendita.

a.po