Olimpiadi e ora legale

Il Giappone sta pensando di adottare l'ora legale per le Olimpiadi del 2020: un metodo per avere un vantaggio sul caldo e non solo

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Il caldo di questa estate è stato tremendo, lo sappiamo. Ma non solo per noi. In Giappone le ondate di calore estive sono state talmente potenti da spingere i funzionari governativi e olimpici a prendere in considerare l'idea di adottare l'ora legale per le Olimpiadi estive del 2020 in modo da garantire la sicurezza degli atleti. Il primo ministro Shinzo Abe ha ordinato di valutare quale impatto avrebbe avuto uno spostamento di orario, di due ore in avanti, nel paese dopo che l'annuncio aveva avuto un forte contraccolpo sui social media.

Di fatto, l'adozione dell'ora legale consentirebbe di organizzare eventi come la maratona nelle ore più fresche della mattinata, ma non solo: aiuterebbe anche l'ambiente grazie al risparmio energetico generato dal minor uso dell'illuminazione e alla possibilità di aggiungere più verde nella città, grazie al minor calore prodotto. Eppure sono stati molti i cittadini che hanno protestato di fronte a questa possibilità, dicendo che un simile cambiamento comporterebbe per loro orari di lavoro più lunghi.

Il Giappone non ha più usato il sistema dell'ora legale dopo l'occupazione statunitense avvenuta a seguito della Seconda guerra mondiale (durata dal 1948 al 1952) e, da allora, questo argomento ha sempre suscitato aspri dibattiti nel paese, tanto da impedire iniziative – sia negli anni '70 che nei primi anni 2000 – generate al fine di poter adottare il sistema nella speranza di risparmiare energia.
Le Olimpiadi estive 2020 si terranno a Tokyo dal 24 luglio al 9 agosto, seguite dalle Paraolimpiadi dal 25 agosto al 6 settembre. Questi sono in genere i mesi più caldi dell'anno e probabilmente diventeranno ancora più caldi con il riscaldamento globale, per questo sarebbe molto importante passare all'ora legale. Speriamo che il paese decida in tal senso e speriamo, anche, qualora questo dovesse accadere, che non crei nessun problema ai lavoratori.