La Cina vieta l'importazione dei «rifiuti stranieri»

Gli Stati Uniti esportano molti dei propri rifiuti riciclati in Cina, anzi esportavano

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La decisione della Cina riguarda molti paesi, ma sono sicuramente gli Stati Uniti quelli che ne risentiranno maggiormente, visto che esportano circa un terzo del proprio riciclaggio e quasi la metà di questo si dirige verso la Cina. Recentemente, il paese del Sol Levante ha deciso di vietare l'importazione di alcuni rifiuti solidi, sostenendo che molto spesso i rifiuti stranieri contengono troppi articoli non riciclabili, pericolosi o sporchi.

E così la decisione è stata quella di vietare 24 tipi di rifiuti solidi per proteggere gli interessi ambientali e la salute delle persone in Cina e, da quello che è stato scritto, tra la spazzatura che il paese vieterà dovrebbe esserci rifiuti di plastica da fonti viventi, scorie di vanadio, carta straccia indifferenziata e materiali tessili di scarto.

Il divieto completo è entrato in vigore il 1° gennaio 2018, ma alcuni importatori cinesi hanno già iniziando a non rinnovare le licenze, quindi le società di riciclaggio americane cominciano a risentire delle conseguenze di questa decisione.

Rogue Waste Systems in Oregon raccoglie il riciclaggio attraverso i cestini porta a porta, e il manager Scott Fowler ha detto che ci sono sempre articoli non riciclabili mescolati con i materiali riciclabili e che fino a questo momento la Cina ha sempre risolto questo problema. Ora che tutto cambia, però, questi oggetti – mescolati o no – non avranno più un posto dove andare.

A quanto pare, molte aziende in difficoltà – tra cui la Rogue Waste – vedendo accumularsi balle di materiale riciclato nei magazzini si sono viste costrette a portare tutto nelle discariche più vicine, chiedendo anche alle autorità di regolamentazione se fosse lecito farlo.

Il presidente di Pioneer Recycling, Steve Frank, invece, ha detto che ha spostato la destinazione dei materiali in altri paesi, ma che il resto del mondo non può colmare questa lacuna.