Usare la meditazione per riformattare il cervello: arrivano anche le app

La pratica semplice di concentrarsi per trovare la quiete interiore può davvero aiutare nella gestione della nostra mente, lo dice la scienza, seguita a ruota dalla tecnologia

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Sono sempre di più le persone che scelgono la meditazione come strumento per gestire sia la propria salute emotiva che mentale: si tratta, in sostanza, di prendersi del tempo, non reagire agli stimoli esterni, chiudere gli occhi e trasformare l'attenzione verso l'esterno in un'attenzione verso l'interno, impiegando tutta l'energia che si ha nella semplice respirazione. Trovare la quiete interiore ammutolendo il mondo esterno, insomma: una pratica incredibilmente semplice, che non richiede molto tempo, e che risulta essere davvero molto utile. 

In uno studio pubblicato su Clinical Psychology Review, si racconta di come questa tecnica aiuti ad alleviare l'ansia e consenta alle persone di affrontare meglio le situazioni stressanti. Allo stesso modo, in uno studio condotto da Frontiers in Psychology, i ricercatori hanno scoperto che gli individui che meditano hanno più volume di materia grigia nel loro cervello rispetto a quelli che non lo fanno.

Di fatto, quindi, è dimostrato che meditare fa aumentare la concentrazione, diminuire l'ansia e contribuisce a preservare il cervello giovane.

Per questo, negli ultimi anni, sono state create diverse applicazioni che hanno cercato di diminuire il divario tra le persone che riescono a trovare il tempo per la meditazione e quelle che non riescono ad applicare questa pratica alla loro vita. L'ultima in ordine di tempo, incredibile per la sua efficacia è Aura Premium, un'applicazione creata dagli insegnanti di meditazione e dai terapisti che permette davvero di conoscere i fruitori, in modo da poterli aiutare meglio. Raccogliendo informazioni sulle risposte post-sessione e creando percorsi personalizzati, infatti, l'applicazione diventa uno strumento dinamico che aiuta la salute mentale, potenzia il rilassamento e segue le persone che sono nuove alla pratica e che hanno bisogno di orientamento.

Comunque, applicazione o no, non resta che provare, male non può farci.