Stop alla coltivazione della soia in Amazzonia, moratoria diventa permanente. Esultano ambientalisti anti-deforestazione

L'Amazzonia non va disboscata per coltivare soia; una buona notizia dal Brasile. Greenpeace esulta

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Negli ultimi dieci anni la moratoria sulla coltivazione della soia negli stati dell’Amazzonia brasiliana era stata prorogata di anno in anno; finalmente è diventata permanente.

Greenpeace, che dieci anni fa avviò questa battaglia, esulta. Per la causa anti-deforestazione è un passo avanti.

‘Questo definitivo rinnovo della moratoria garantisce a produttori e rivenditori di potersi approvvigionare di soia che non contribuisce alla deforestazione in Amazzonia, anche in tempi di crisi ambientale e politico-economica in Brasile’ spiega Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia.

Dalla firma della moratoria, avvenuta dieci anni fa, l’area coltivata nell’Amazzonia brasiliana è cresciuta da oltre un milione di ettari a 3,6 milioni, con appena lo 0,8 per cento di crescita in aree di recente deforestazione. ‘Questo aumento elevato della produzione, pur nel rispetto della moratoria, è la prova di quanto fare a meno di distruggere la foresta sia un buon affare’ commenta Campione.

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Purtroppo il Brasile ha vissuto lo scorso autunno la sua ‘Fukushima’.