Roma è a rischio sismico? Il parere del geologo

Quanto è a rischio terremoti la capitale?

WhatsApp Share

Le aree colpite con maggiore intensità dal sisma non sono distanti da Roma, la città italiana più popolosa. Ovviamente molti abitanti della capitale si sono chiesti se ci sia il rischio di forti scosse anche nella città eterna. 

"Roma, come tutto il territorio italiano, è esposta a rischio sismico, ma ha un grado di rischio più basso, e quindi una possibile magnitudo più bassa". Lo ha spiegato all'AdnKronos il geologo Gian Vito Graziano, ex presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi.

"La sismicità di un'area va intesa con due parametri fondamentali - spiega il geologo - la magnitudo attesa (cioè cosa possiamo aspettarci in una certa zona d'Italia in termini di sisma, la magnitudo che può raggiungere) che si calcola attraverso le serie storiche, e la frequenza con la quale questi terremoti così severi si verificano. Unendo questi dati, in qualche modo si può avere una proiezione di quello che ci si può aspettare in quel dato territorio".

Come spiega il geologo, Roma non è vicina a zone sismogenetiche, cioè in grado di originare terremoti; bisogna spostarsi sulla zona dei colli o dei laghi per avere delle strutture tettoniche più attive.

"Nella storia della Capitale si sono verificate scosse che hanno causato danni - sottolinea l'ex presidente del Cng - e sono sempre state legate ai sismi avvenuti nella zona in cui sono accaduti quelli di ieri, e le cui ripercussioni si sono avvertite anche a Roma Nord. Non è la sismicità di Roma, ma la sismicità dell'Appennino che si ripercuote su Roma".

Ma perché nella Capitale, il terremoto si è avvertito in modo così intenso? "Lo sciame di ieri si è verificato in una zona più a sud rispetto ad Amatrice - conclude Graziano - quindi l'intensità è stata severa, essendosi originato a una distanza non particolarmente elevata da Roma. Per questo nella Capitale le scosse sono state avvertite in modo così intenso".