Brambilla: abolire la caccia? Non e' piu' un tabu'

Si tenta, per l’ennesima volta, l’impossibile: l’abolizione della caccia o almeno una sua forte regolamentazione. Finora non c’è mai riuscito nessuno, anche perché la materia è di competenza delle Regioni e le sensibilità sono tanto varie quanto i territori. L’annuncio è stato dato ieri al museo Maxxi di Roma, dal ministro del Turismo (e grande amica degli animali) Michela Vittoria Brambilla: un ddl di iniziativa parlamentare (non del governo, quindi) in questo senso è stato depositato alla Camera. Il punto saliente è l’abolizione dell’articolo 842 del codice civile, quello che consente ai cacciatori di entrare liberamente in tutti i terreni anche privati. L’abolizione totale della caccia, secondo un sondaggio Ipsos, sarebbe gradita al 60% degli italiani, mentre una sua più restrittiva applicazione otterrebbe l’80% dei consensi.

La campagna anticaccia è inserita in un più vasto movimento di opinione, promosso dalla ministra e dall’oncologo Umberto Veronesi, per il rispetto di tutti i viventi, e affidato ad un manifesto «per la coscienza degli animali» presentato un anno fa e a cui - ha detto Brambilla - hanno già aderito 120 mila italiani. Alcuni di questi ieri erano presenti alla manifestazione o hanno mandato una loro adesione: da Vittorio Feltri a Dacia Maraini, da Susanna Tamaro a Ivana Spagna, e poi Franco Zeffirelli, Renato Zero, altri.

 

Le associazioni venatorie naturalmente protestano, e contestano i dati: troppo facile secondo loro gonfiare il numero delle adesioni via web.