Uccisi centinaia di gattini in un laboratorio degli USA

Accusato il Dipartimento di Agricoltura dell’incenerimento di centinaia di gattini apparentemente sani

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L’USDA (Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti) sarebbe stato sorpreso mentre conduceva sperimentazioni su centinaia di gattini. I cuccioli sarebbero stati fatti sparire attraverso un inceneritore, nonostante non fossero malati.

E’ stato il deputato Mike Bishop del Michigan a chiedere un’indagine e a mandare una lettera al Segretario all’Agricoltura Sonny Perdue per l’orribile vicenda. Secondo quanto riferito, il laboratorio dell’USDA stava alimentando cuccioli di gatti con carne cruda sottoposta a parassiti, in modo da raccogliere le loro feci e analizzarle. I piccoli sarebbero stati quindi uccisi, attraverso l’incenerimento, nonostante fossero sani.

Mike Bishop, nella sua lettera, ha chiesto perché gli animali fossero stati bruciati invece di essere dati in adozione: “Sono scioccato e turbato dal fatto che per decenni l'USDA - l'organizzazione stessa incaricata di far rispettare le leggi sul benessere degli animali - abbia inutilmente ucciso centinaia di gattini in costosi e inefficienti esperimenti di laboratorio.”

Secondo le sue fonti, infatti, la ricerca, in corso dal 1982, ha ucciso ogni anno fino a 100 gattini. L'USDA ha risposto che il numero è troppo alto ma, come riporta Detroit News, quel numero è stato preso da un documento interno datato maggio 2015, che descriveva il protocollo ufficiale del laboratorio per l'uso degli animali nell'esperimento. Secondo il rapporto, infatti, si stima che 300 gatti sarebbero stati usati per un periodo di tre anni.

L’esperimento in questione servirebbe a trovare un vaccino per la toxoplasmosi, malattia (provocata da un parassita) rispetto alla quale i gatti non hanno sintomi, ma, visto le recenti ricerche sulle alternative alla sperimentazione animale (anche in Italia ), questo metodo crudele sembra quanto mai obsoleto. Per non parlare dell’eliminazione dei soggetti.