Da dove arriva l'acqua che beviamo?

 

Da dove arriva l'acqua che beviamo? La risposta è affidata ad una ricerca Eurostat, il cui risultato ci piacerà poco

 

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Le regioni italiane conquistano la maglia nera in Europa per il prelievo medio di acqua di falda. A rivelare il triste primato è l'annuario dedicato alle regioni pubblicato da Eurostat, l'Ufficio Statistico dell'Unione Europea. Praticamente in tutte le regioni italiane il livello di estrazione di acque sotterranee per la rete idrica pubblica calcolato per ogni abitante è più alto rispetto a tutte le altre regioni europee.

 

Fra le regioni italiane ci sono però molte differenze. La Regione peggiore in Italia risulta il Molise che segna un livello record nel 2008 di 468,4 metri cubi di acqua dolce prelevata dal sottosuolo per ciascun residente. Altre regioni che fanno segnare picchi di prelievo ci sono Basilicata e Abruzzo e, al Nord, Valle d'Aosta e Provincia autonoma di Trento. In termini di volume complessivo, i livelli maggiori di estrazione sono registrati nelle regioni più popolate, come Lombardia, Lazio, Campania e Veneto.

 

La situazione delle acque in Europa non è comunque molto florida. Come rileva una pubblicazione dell'Unione Europea datata 2011 sullo stato delle acque, solo il 30 % delle acque superficiali e il 25 % delle acque sotterranee non è a serio rischio di inquinamento e di altri cambiamenti; il 60 % delle città europee sfrutta in modo eccessivo le proprie risorse di acque sotterranee; il 50 % delle zone umide è a rischio a causa dell’eccessivo sfruttamento delle acque sotterranee; dal 1985, la percentuale di terreno irriguo nell’Europa meridionale è aumentata del 20%.

 

Circa un quinto dell'acqua dolce prelevata in Europa è destinata alle reti pubbliche. Alcune regioni, riferisce Eurostat, potrebbero affrontare problemi di scarsità d'acqua nei prossimi anni, specialmente nel Sud Europa, in aree associate a scarse precipitazioni, forte densità di popolazione o intensa attività industriale.

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